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    Festa Democratica Cerignola, primi malumori di alcuni esponenti

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    Le prime polemiche sulla Festa Democratica cominciano a venir fuori, almeno in forma ufficiale. Agli inizi di luglio era nell’aria l’ipotesi della festa quest’anno ‘in mano’ ad una parte della compagine centrista ex-Margherita. Qualcosa poi pare essersi rotto. In emergenza, nella possibilità di non fare la festa, a fine agosto la segreteria, o comunque la maggioranza di essa, ha deciso di organizzare comunque l’evento annuale. Oggi intervengono sul tema Antonio Lapollo, Luigi Gaudiero e Leonardo Paparella, membri della segreteria cittadina, per i quali vi è stata una gestione autarchica. Ecco il documento completo.

    Le modalità organizzative della Festa Democratica cittadina e la selezione dei temi individuati come prioritari dell’agenda politica per la comunità cerignolana sono l’evidente frutto della gestione autarchica del partito e della autoreferenzialità politica di chi ha totalmente smarrito il senso della rappresentanza istituzionale. E’ opportuno rimarcare, al solo scopo di rendere chiara e leggibile questa triste vicenda, che lo spazio dei dibattiti sarà occupato da quanti, nel PD cerignolano, non volevano si organizzasse alcun evento e alcuna occasione di confronto. Gli stessi che ne hanno assunto la direzione solo per evitare visibilità ad alcuni rappresentanti istituzionali cerignolani e per bloccare l’accesso a Cerignola di esponenti provinciali. A loro la segretaria cittadina ha consegnato le chiavi della Festa Democratica, incurante dell’evidente discriminazione verso una componente del PD ed a costo di sminuire la propria funzione politica a mera esecutrice di ordini. Oggi più di ieri appare evidente la necessità di superare l’attuale metodo di organizzazione e direzione del PD cerignolano, innanzitutto per ripristinare una più ampia e concreta sintonia con la comunità. La Festa Democratica a questo avrebbe dovuto essere funzionale: affrontare con rigore e intelligenza il tema del malgoverno cittadino della destra per proporre soluzioni operative in merito all’emergenza rifiuti, alla gestione dei tributi locali, alla riorganizzazione dei servizi pubblici, al sostegno alle attività imprenditoriali, all’efficienza della tecnostruttura comunale.

    La Festa Democratica avrebbe dovuto essere il luogo in cui dialogare e confrontarsi con le organizzazioni civiche e le associazioni imprenditoriali in uno sforzo condiviso di programmazione indirizzato a rendere più efficace e penetrante l’azione della nostra rappresentanza istituzionale a Cerignola, a Foggia e a Bari. La Festa Democratica rappresentava l’occasione per rappresentare compiutamente ai nostri concittadini l’azione svolta dal PD a sostegno del Paese, lanciare il tema dell’alleanza tra le forze riformiste e moderate per il Governo dell’Italia e affermare il pieno e convinto sostegno al segretario nazionale Pierluigi Bersani in occasione delle primarie per la scelta del candidato premier. Invece, si è scelto di allestire quel palco per affermare ambizioni personali. Di mostrare su quel palco il volto di chi chiede il rinnovamento del partito a Foggia e non vuole fare mezzo passo indietro a Cerignola. Di costruire i dibattiti con l’unico obiettivo di radicare contrapposizioni interne e delegittimare funzioni e attività istituzionali. Il Partito Democratico di Cerignola deve ritrovare le ragioni profonde del suo essere ed agire nella società cerignolana, se vuole proporsi come credibile forza di governo, e sarà questa la priorità del lavoro che intendiamo svolgere al suo interno e nella relazione con le forze sane, attive e propositive della città.