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    Fiat, il ministro Fornero chiede lo stop dei licenziamenti

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    Il ministro Fornero dice no ai licenziamenti Fiat. Il duro colpo sferzato alla casa automobilistica italiana arriva dopo le ultime vicende legate al futuro incerto dello stabilimento di Pomigliano.

    Lo stop della Fornero ai licenziamenti Lo fa sapere attraverso una nota in cui spiega: «In merito alle vicende successive alla sentenza di condanna all’assunzione dei 19 lavoratori nello stabilimento Fiat di Pomigliano e alla messa in mobilità di altrettanti dipendenti da parte della Fiat stessa, constato con rammarico e preoccupazione: la novità della fattispecie che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell’indurimento della contrapposizione; la mancanza di volontà di dialogo di entrambe le parti; l’assenza di una posizione comune da parte sindacale – e continua – invito la Fiat a soprassedere all’avvio della procedura di messa in mobilità del personale in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi solo il fatto specifico, ma l’insieme delle relazioni sindacali».

    Il ministro Passera in un intervento a Sky tg24 sottolinea il disappunto sulla scelta della Fiat di mettere in mobilità 19 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano: «Non entro nel merito di decisioni interne, ma non mi è piaciuta la mossa che è stata fatta. La Fiat – ha proseguito – è un’azienda libera e se la vedono al loro interno. Certamente è una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia. Faremo il possibile perché siano attivi e produttivi e non quasi fermi come sono oggi. Ci aspettiamo un bel colpo di reni  – ha continuato il ministro allo Sviluppo economico – per giustificare l’importo importante stanziato nella legge di stabilità». A far sapere la sua sull’argomento, anche il patron della Tod’s, Diego Dalla Valle che chiama in causa il Presidente Napolitano e il Premier Monti. «Bisogna proteggere l’Italia da Marchionne e dagli Agnelli. Il Presidente della Repubblica Napolitano e il Premier Monti devono, a questo punto, intervenire e richiamare Marchionne e gli Agnelli al rispetto e al senso di responsabilità che devono al Paese. Il loro continuo comportamento arrogante – continua in una nota Dalla Valle –  contraddittorio e non più credibile, sta creando enormi problemi all’immagine dell’Italia all’estero, e sta mettendo a rischio la buone relazioni che, oggi più di prima, sono indispensabili tra il mondo del lavoro e le aziende».