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    Follini: alleanza Pd-Udc prima del voto. Vendola: non si rottama D’Alema per riciclare Casini

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    “Il voto siciliano ci consegna una certezza. E cioè che alle armate di Beppe Grillo che avanzano a spron battuto dalle Alpi alle Piramidi si può opporre solo un serio e credibile progetto di governo. Non l’ordine sparso dei partiti, non l’ordine finto delle alleanze in due tempi”. Questa la lezione siciliana a giudizio di Marco Follini, su Europa.

    Chiudere nell’armadio l’alleanza a sinistra
    “Ora si tratta, per una volta, di fare un passo in avanti. Si tratta per il Pd di archiviare quello schema di alleanza tutta a sinistra che contraddice il più elementare buon senso -prosegue il senatore del Pd- Mettere insieme il principale sostegno del governo Monti con una forza che ha fatto dell’opposizione a quel governo la sua ragione sociale rappresenta, infatti, una contraddizione insostenibile. E si tratta per le forze di centro di darsi finalmente un orizzonte strategico. Che non può essere il pendolarismo tra un polo e l’altro come se si potesse essere eternamente indifferenti agli uni e agli altri”.

    L’imbuto di Bersani
    Per il segretario Pd la partita non è delel più facili. Bersani ha più volte detto che nel suo orizzonte c’è sì la coalizione con Sel e Psi, con cui ha firmato la ‘Carta d’intenti’, ma anche un patto di legislatura con i moderati. Tra Nichi Vendola e Casini però emergono di continuo veti incrociati. “Mai con l’Udc”, ha detto più volte il leader di Sel. “Non è più tempo di sommatorie, che a volte danno pessimi risultati e indeboliscono”, ha ribadito ieri Casini rivolgendosi direttamente a Bersani.

    Vendola battuto
    Il risultato siciliano potrebbe far perdere un po’ di potere contrattuale a Sel. E allora Vendola non sale sul banco degli imputati, dove colloca invece il Pd: “La Sicilia paga il prezzo dei contorcimenti della politica e del fatto che la sinistra non è riuscita a mettere in campo una forte alternativa al gattopardismo, al trasformismo”, ha assicurato. “Non si può rottamare D’Alema e riciclare Casini” e quindi l’alleanza tra Pd e Udc che ha portato alla vittoria di Rosario Crocetta in Sicilia “non può diventare il laboratorio dell’Italia futura”, sipega lo stesso Vendola alla Stampa nella quale definisce “imbarazzante” il “tono trionfalistico” del segretario del Pd sulla vittoria. Impossibile secondo Vendola anche un accordo con Grillo che non dà “risposte” ma “urla scomposte”. “Non mi alleo con l’Udc perché vogliamo un cambiamento vero, non il camaleontismo”, ha ripetuto Nichi Vendola a Che Tempo Che Fa.

    Ha vinto Crocetta ma non ha vinto nessuno
    “In Sicilia non ha vinto nessuno – è la tesi di Vendola – perché non vince nessuno quando il 54% degli elettori non va alle urne. Faccio i miei auguri a Crocetta, ma bisogna chiedersi se si è spolpata viva la Sicilia”, ha detto Nichi Vendola a Che Tempo Che Fa. “La Sicilia è fallita, è sull’orlo del baratro”. (tratto da Rainews24.it)