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    General Motors gela Fiat: «Opel non è in vendita»

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    «Opel non è in vendita e General Motors mantiene il suo pieno appoggio a Opel; quest’ultima è una parte pienamente integrata della struttura globale di Gm ed è vitale per il futuro successo di Gm in Europa». Così Steve Girsky, numero uno dell’azienda tedesca (e vicepresidente della Gm) ha commentato il rinnovato interesse di Fiat a un’intesa con Opel. Girsky afferma anche che «l’alleanza tra Gm e Psa Peugeot sta rispettando appieno il ruolino di marcia». Sergio Marchionne – amministratore delegato della Fiat – ha riaperto (si veda il Sole 24 Ore del 5 ottobre) il dossier Opel, puntando a un accordo con la casa tedesca nell’ipotesi in cui l’alleanza con Peugeot si arenasse e Opel venisse lasciata al suo destino da Gm (che nel 2009 voleva venderla ma ha poi deciso di avviare il risanamento); il manager del Lingotto non ha però compiuto passi ufficiali.
    La netta presa di posizione di Girsky non lascia spazi, almeno per ora, a un’eventuale proposta di Fiat: Gm continua nello sforzo di riorganizzazione del business europeo. Anche l’amministratore delegato ad interim di Opel, Thomas Sedran, ha sottolineato in un’intervista a «Handelsblatt» il ruolo strategico dell’azienda all’interno del gruppo Gm: «Per il gruppo sarebbe un errore strategico lasciare l’Europa alla concorrenza». Un concetto sottoscritto da Michael Tyndall, analista di Barclays Capital: «Una ragione in più per ritenere improbabile una cessione di Opel da parte di Gm, per quanto difficile sia il business in Europa, è che le Opel vengono vendute con successo con il marchio Buick in Cina e Gm può usare le piattaforme delle piccole Opel in America Latina».
    Altri analisti hanno consigliato a General Motors di vendere Opel (controllata il 100%). Un report pubblicato di un mese da della Morgan Stanley, per esempio, intitolato «Life without Opel» («Vita senza Opel»), suggeriva che a Gm potrebbe convenire disfarsi della società tedesca «anche se l’operazione le costasse 10 miliardi di dollari», e ricordava i forti rialzi delle azioni Bmw dopo la cessione di Rover e di Daimler dopo la separazione da Chrysler. Marchionne non è nuovo al lancio di ballon d’essai in vista di eventuali mosse da realizzare, come direbbe lui, alla velocità della luce. I prossimi mesi potrebbero portare scenari più favorevoli; molto dipenderà da come andrà avanti il dossier dell’alleanza tra Opel e Peugeot (che dovrebbe ricevere entro fine mese un impulso decisivo), ma sarà importante anche l’andamento economico dei prossimi mesi. Per quanto riguarda Fiat, il 30 ottobre verranno presentati i risultati del 3° trimestre e la revisione dei target finanziari fino al 2014. Ieri la Barclays Capital ha declassato le azioni Fiat a underweight (sottopesare) con un prezzo obiettivo di 3,90 euro rispetto ai 4,476 della chiusura di ieri (+0,77%). Gli analisti della banca stimano che, esclusa Chrysler, Fiat abbia bruciato nel primo semestre 280 milioni di euro al mese (contro i 175 di Psa Peugeot) e avvertono che la disputa con il fondo Veba sul prezzo dell’opzione sul 3,3% di Chrysler rende più difficile per il Lingotto raggiungere il 100% dell’azienda americana in tempi brevi. Ieri a Roma si è tenuto al ministero dello Sviluppo Economico un incontro sull’impianto Fiat di Termini Imerese, fermo dal 2011. La riunione ha ufficializzato l’uscita di scena della Dr Motor, e il Governo ha fissato una scadenza a fine anno per la ricerca di altri partner per una produzione automobilistica. Il ministro dell’Economia Grilli ha intanto firmato il decreto esodati che copre anche circa 600 lavoratori di Termini. (tratto da ilsole24ore.com)