More

    HomeEvidenzaGiannatempo: "I soldi del Censimento sono in cassa"

    Giannatempo: “I soldi del Censimento sono in cassa”

    Pubblicato il

    Dove sono finiti i soldi dell’ISTAT, stanziati per pagare i rilevatori di Cerignola? E’ l’interrogativo che negli ultimi due giorni circola in città. Infatti, due giorni fa Franco Metta, del Movimento Politico la Cicogna, aveva lanciato la notizia della presunta sparizione dei soldi dalle casse comunali, con un comunicato stampa nel quale, tra l’altro, si specificava che proprio per questo motivo vi era stata la visita del vice Prefetto nella stessa mattinata in comune per accertare quanto accaduto. «Che ci faceva stamattina un vice Prefetto in visita ispettiva al Comune di Cerignola? Cercava di scoprire che fine hanno fatto i soldi destinati al pagamento dei rilevatori del censimento!». Ieri, il Presidente IDV Campaniello (ndr impiegato comunale), riprendeva le parole del cicognino rimarcando, in una nota, la falla amministrativa nel pagamento, ricordando che i soldi erano in comune dal maggio 2011 e che la determina di pagamento era stata bloccata. «L’ISTAT con reversale ha stanziato una parte della somma di circa € 75.000,00 già incassata dal mese di maggio 2011 dall’Ufficio Ragioneria per il regolare svolgimento del Censimento in parola, e che aveva lo scopo di retribuire ai dipendenti un anticipo sul loro lavoro svolto. Il Dirigente dell’Ufficio Settore Finanziari ha bloccato la determina di pagamento».

    Oggi, a dire la sua, è il Primo cittadino, Antonio Giannatempo, il quale raggiunto da Lanotiziaweb.it, ha dichiarato: «Non è vero che il vice Prefetto è venuto qui in comune. Siamo stati raggiunti da una convocazione dello stesso in seguito a una denuncia per la presunta sparizione dei soldi destinati ai rilevatori. E’ chiaro – prosegue il Sindaco – che ci difenderemo da questa falsità poiché, evidentemente, chi ci accusa non sa che i soldi sono fermi nelle casse comunali perché vincolati al solo utilizzo di retribuzione per il Censimento ISTAT. Oggi – conclude Giannatempo – la legge è cambiata e esiste il conto di rotazione, ovvero i soldi vengono ripartiti in capitoli di spesa specifici e non è possibile utilizzarli in settori differenti da quello predefinito».