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    Gli stranieri di Tre Titoli ospiti della parrocchia di San Trifone

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    Un pomeriggio in cui una cinquantina di residenti di Tre Titoli, luogo in cui vive una nutrita comunità di circa 150 stranieri, hanno dapprima preparato e poi consumato un pranzo nella sala della Parrocchia di San Trifone. Un momento per stare insieme, un’occasione che arriva a margine di un rapporto duraturo nel tempo che Don Claudio, Le Figlie della Carità e tanti volontari hanno saputo istaurare con chi troppo spesso viene dimenticato. «La carità non deve fare rumore – dichiara Don Claudio rispetto alla mancata pubblicizzazione dell’iniziativa -, deve arrivare dove c’è bisogno. Noi ogni mercoledì incontriamo la comunità di Tre Titoli, che viene costantemente seguita ogni giorno nei propri bisogni attraverso Le Figlie della Carità, i volontari, il gruppo Scout e la Caritas. La Parrocchia si è offerta nel dare uno spazio di incontro, come accadde per la partita di calcio o altro. Il tutto per tenere acceso il faro su di loro».

    In città la pratica della caccia allo straniero è purtroppo, da parte di qualcuno, uno spaccato di trite realtà. Cosa si può fare davvero per queste persone? «Per quel che ci riguarda stargli vicini – prosegue il parroco Don Claudio -, con la nostra presenza, che è segno importante e che da un nuovo senso di umanità a queste persone. Loro hanno bisogno di stare insieme e di condividere alcuni momenti. Anche la cena di questa sera è stata preparata direttamente da loro. Anche a Natale abbiamo festeggiato insieme con loro in una casa di un mussulmano messa a disposizione».

    IMG_0222Da troppo tempo la politica ‘evita’ di affrontare questa realtà, in città e nelle campagne. Perché? «Semplicemente perché queste persone non esistono, non hanno permessi di soggiorno. Sono presenti ma allo stesso tempo sono fantasmi. Per noi invece ci sono e cerchiamo di fare il possibile per loro e di portare all’attenzione dei più tutto questo. Anche il Vescovo ha concesso loro una cappella, che è San Giovanni in Zezza, vicino Tre Titoli. Però manca l’elettricità, ci vorrebbe un generatore, una tenda per poterli far raccogliere in alcuni momenti di condivisione, come questo, ma lì nella loro zona». Alcuni volontari preparano dei doni in forma anonima e si prova a supplire laddove le istituzioni e la politica latitano, volontariamente o involontariamente.