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    I lati oscuri del ‘produttivo’ corso per badanti

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    L’agenzia comunale per le Attività Produttive, Sviluppo e Territorio con l’associazione amica Cerignola Centro e la protezione civile (da comprendere quale, considerate scissioni, riconoscimenti e cambi di nome, ndr) hanno promosso lo scorso sabato un corso di formazione gratuito per badanti, familiari, assistenti domestici e volontari dal titolo “L’arte di assistere a domicilio gli anziani”. L’obiettivo è consentire agli anziani non autosufficienti di essere adeguatamente assistiti nei loro bisogni da figure altamente specializzate e sgravare gli ospedali locali dal peso di una grande quantità di ricoveri inappropriati.

    «Questo progetto nasce dall’esigenza di creare professionalità altamente competenti in un settore che si sta rapidamente trasformando» affermava il direttore dell’Agenzia Michele Romano nella presentazione, vantandolo come iniziativa prima a Cerignola e tra le prime a livello regionale. Le obiezioni che diversi, a margine della giornata di sabato, hanno sollevato sono: è possibile creare professionalità altamente competenti in poche ore (circa 10 lezioni, ndr)? Chi sono i sacerdoti che parteciperanno, anche perché il nome, senza cognome, riportato sulla brochure pare fittizio? E’ lecito spacciare questa come una delle prime iniziative a livello regionale? L’attestato finale che valenza avrà? E non sono solo queste le domande a cui forse è il caso di rispondere. Si chiede Franco Metta, infatti, «le badanti sono attività produttive?». E si domanda ancora retoricamente, «che ci azzecca l’attività produttiva con l’assistenza domiciliare? Non sarà che questo è argomento riservato ai Servizi Sociali? Spione che dice?». Nulla, per ora, anche perché a conoscenza dell’iniziativa e in sintonia con questa, vista la presenza sabato.

    Resta da affermare tuttavia che l’assistenza domiciliare è stata oggetto di bandi regionali tesi a promuovere la formazione, l’assunzione e la stabilizzazione delle badanti. Surreale che tali provvedimenti, per altro già operativi, sino stati promossi dalla cerignolana Elena Gentile, che interviene duramente sul tema. «Troppe stranezze si addensano su questa apparentemente lodevole iniziativa – afferma l’assessore regionale al Welfare -. Innanzitutto la inapropriatezza dei promotori. La formazione è in capo agli enti riconosciuti ed accreditati dalla regione Puglia che è titolare della delega per territorio regionale: quindi ne i comuni, ne le associazioni men che meno le Agenzie per lo sviluppo sono titolate e quindi autorizzate a svolgere corsi. La regione Puglia da circa due anni ha promosso un percorso di formazione, emersione dal nero attraverso l’istituzione degli albi provinciali delle assistenti familiari. Le famiglie che assumono individuando dall’elenco che ovviamente certifica le competenze possedute ed acquisite ricevono, sempre dalla Regione-Assessorato al WELFARE un contributo economico per sostenere i costi previdenziali ed assicurativi. La rete a cui viene affidato il compito di istruire il bilancio delle competenze e, nel caso, di prevedere il fabbisogno formativo e la successiva assistenza per la sottoscrizione del contratto di lavoro è stato affidato ai CENTRO TERRITORIALI PER L’IMPIEGO. Gli uffici dei Piani sociali di zona sono stati da tempo coinvolti nella nostra esperienza. Più recentemente il Ministero del Lavoro ha assunto il Progetto regionale R.O.S.A come buona prassi nazionale decidendo di sostenere il modello pugliese con ulteriori risorse prevedendo l’erogazione di buoni per la formazione e per la assunzione delle assistenti domiciliare che variano dai 2000 ai 2500€ a seconda della ulteriore specializzazione delle lavoratrici con contratti della durate di almeno 12 mesi. E’ infine imminente l’attivazione dello stesso percorso per le assistenti per l’infanzia che servirà a professionalizzare le Baby setter per fornire assistenza di qualità anche per i più piccoli». E chiosa: «Mi auguro che l’amministrazione comunale di Cerignola si decida a riconoscere lo sforzo di programmazione della Regione Puglia e a coordinare le proprie iniziative così come accade nel resto dei comuni della nostra regione evitando iniziative spot, di pura propaganda a tutto danno delle lavoratrici e delle famiglie cerignolane che – conclude Elena Gentile -, così facendo verrebbero escluse dai benefici messi a disposizione della regione intera».

    E’ quindi quanto mai giusto chiedersi se le attività produttive collimino con l’assistenza domiciliare, anche perché, considerato lo stato comatoso delle politiche sul versante produttivo a Cerignola, probabilmente servivano altri tipi di corsi o interventi. Imprenditoria giovanile, reinserimento lavorativo, sgravi e agevolazioni per chi viene a investire in questo territorio, agevolazioni per le imprese composte da soggetti svantaggiati e/o in mobilità sono solo alcune delle iniziative a cui l’agenzia dovrebbe pensare, prima dell’utile replica di un corso per badanti.