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    IdV Cerignola: “depuratori non funzionano, responsabilità politiche”

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    Pubblichiamo di seguito una nota del Circolo IdV Cerignola, firmata dal presidente Campaniello, sulla situazione attuale del depuratore della città. Ecco il documento completo.

    I depuratori non funzionano e gli scarichi fognari della città di Cerignola confluiscono, non depurati, nel mare, dove i 60mila abitanti di Cerignola scaricano la loro fogna parzialmente depurata. E gli scarichi, attraverso una serie di passaggi, corsi e ricorsi, arrivano in mare. Non è difficile, in altri termini, che arrivino a contaminare le nostre tavole o ad accompagnare le nostre vacanze al mare. Una storia che va avanti da decenni. I cittadini pagano per la depurazione, ed è giusto che abbiano un buon servizio. La responsabilità di questa storia senza lieto fine, è di chi gestisce gli impianti e dei politici che confermano sempre gli stessi dirigenti. Una storia, davanti alla quale è di una situazione letteralmente stagnante, della quale Amministrazioni, Organi di Controllo e Vigilanza sono a conoscenza ma di cui non parlano, mettendo a rischio la salute delle persone che dovrebbero tutelare. Se nel proprio comune di residenza il depuratore dell’acqua fognaria non funziona, si può richiedere al Comune, o alla azienda concessionaria dell’acquedotto il rimborso della tariffa di depurazione nella bollette dell’acqua. A stabilirlo è stata una sentenza della Corte Costituzionale (sentenza 335/2008) che ha dichiarato illegittimo l’art. 14, comma 1, della legge n. 36/1994 (legge Galli) e il Codice ambientale (D.lgs n. 152/06). “Dopo anni di lotte la Corte Costituzionale ha messo la parola fine a una palese ingiustizia. Ora tutti i comuni privi di impianti e che riscuotono direttamente o tramite la società concessionaria del servizio idrico la tariffa per la depurazione, devono restituire le somme versate dai cittadini, costretti a pagare in assenza del servizio con gravi danni all’ambiente”. Ad essere coinvolte non sono soltanto le utenze domestiche, ma anche quelle dei condomini, commerciali e, addirittura, quelle di fabbriche, scuole, ospedali, alberghi ed enti pubblici o privati che in questi anni hanno pagato milioni di euro per una depurazione delle acque reflue rimasta il più delle volte una pia illusione”.