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    Il futuro dell’Audace Cerignola: i tifosi incalzano, la società risponde

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    Non è un’annata felice nel rapporto tra i tifosi e la dirigenza dell’Audace Cerignola: se nulla si può eccepire sul rendimento della squadra (seconda al momento in classifica), da alcuni mesi si protrae una querelle che non pare risolversi. La tifoseria organizzata aveva messo nel mirino il precedente tecnico Di Corato e il ds Losito, oggetto di cori e contestazioni prolungate -va detto sempre nei limiti della civiltà-, riuscendo al secondo tentativo di far gettare la spugna ai succitati, con l’arrivo in panca di mister Trallo, già campione regionale Juniores nella passata stagione. Da qualche tempo invece, l’obiettivo è la dirigenza, nella fattispecie il dg Francesco De Cosmo, accusato di perseguire fini personali nella gestione della società.

    Il movimento “1° giugno 1912” Il 1° giugno, il calcio a Cerignola compie il secolo di vita e le preoccupazioni dei sostenitori vertono sul futuro del pallone nella città: a questo scopo, alcuni giorni fa si è costituito il “Movimento 1° giugno 1912”, che in un comunicato ha espresso le proprie perplessità e i timori per «un patrimonio storico della città e della nostra identità, che non può e non deve essere lasciato solo». I tifosi, attestando un generale distacco della gente sulle vicende dell’Audace, annunciano iniziative di sensibilizzazione da sviluppare a breve, con «la proposta di porre le basi di un’alternativa non solo in termini di persone, ma anche di idee e modo di fare calcio». Il passaggio più importante del comunicato è rivolto direttamente a De Cosmo e a Dinisi, ai quali si chiede cosa vogliono fare “da grandi,” palesando la sfiducia verso «una società mai divenuta tale, che nell’arco di una stagione ha minacciato di lasciare almeno tre volte».

    Le dichiarazioni di Dinisi «Non ho notizia di questo movimento -ha dichiarato in esclusiva a lanotiziaweb.it il presidente Giuseppe Dinisi, raggiunto negli spogliatoi domenica nel dopo Terlizzi-, su cosa vogliamo fare da grandi rispondo per la mia persona, perché ognuno prende le proprie decisioni. In vista del centenario in tanti si proporranno per celebrare un orgoglio cittadino». Per l’allargamento della base societaria essa «è stata sempre aperta, senza preclusioni: la gente a volte non ha il senso di capire cosa sia una società. Una società è fatta di persone che si prefiggono un obiettivo, il nostro è quello di portare avanti la squadra. Alcuni amici hanno manifestato interesse ed impiegato somme per aiutarci e siamo stati ben lieti di accettarli. Chiunque voglia avvicinarsi all’Audace è il benvenuto: d’altronde sono da tener presenti delle bagarre extra sportive alle quali io sono estraneo».

    Il presidente dell’Audace, Giuseppe Dinisi

    «Se il Cerignola si ritroverà a festeggiare una ricorrenza così importante -continua il massimo dirigente-, lo deve a me e al dott. De Cosmo che mi ha dato una mano in questi cinque anni». E la chiosa di Dinisi lascia spazio ad un velo di amarezza: «Non è bello che tanta gente parli e poi alla domenica si incassino appena 700 euro in una gara non di cartello, ma di valore per noi. Ora parlo da amante del calcio e non da presidente: nelle altre piazze vi sono gli stessi problemi, ma da noi si rasenta quasi l’assurdo. Sono convinto che la grande maggioranza dei tifosi ami la squadra e i suoi colori e sono certo che qualsiasi cosa accada, continueranno a tifare Cerignola. Alcuni di loro sembrano avere un obiettivo recondito, trascinando il resto dei sostenitori, il gioco della politica condiziona anche qui». Infine l’imprenditore rivendica che «non ho mai chiesto nulla al calcio, ciò che ho fatto proviene dalle mie tasche. L’esempio è la ristrutturazione dello stadio e, più recentemente, la semina del terreno di gioco: tutto a mie spese». Il gelo tra le due opposte parti continua: i supporters sono stanchi di non poter aspirare a categorie superiori (Cerignola manca dalla serie D da dodici anni), la società difende il proprio operato e chiede invece il loro sostegno.

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