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    Il ritorno di Di Vittorio…sulla carta. E sul murale?

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    Non ce ne libereremo facilmente. E per fortuna. Le larghe spalle e l’austero volto di Giuseppe Di Vittorio continuano ad occupare spazio nel pubblico dibattito del Bel Paese, rievocando sentimenti e segnando possibili vie per uscire dalla crisi. Le grandi e callose mani del leader sindacalista arrivano a toccare persino la provincia, quella Cerignola che dopo avergli dato i natali ed una stagione di lotte bracciantili che ha fatto scuola, sembra essersi, se non dimenticata, quantomeno assuefatta alla retorica della memoria fine a se stessa. Di Vittorio però torna. Di prepotenza o perchè rievocato. Torna sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, “Il Riformista” e tornerà (presumbilmente) il prossimo 21 gennaio, quando gli autori di quel benedetto (mica tanto…) murale, Ettore De Conciliis e Rocco Falciano, verranno a Cerignola per provare a rimetterlo su. Il murale e con esso un’intera comunità.

    Peppino ruba la ‘prima’ E’ intitolato ‘Di Vittorio ieri e oggi’ l’editoriale apparso sulla prima pagina de ‘Il Riformista’ con cui Emanuele Macaluso (direttore del quotidiano d’ispirazione social democratica e storico dirigente del Pci) rievoca le parole del primo segretario della Cgil in occasione del I Congresso nazionale del sindacato nel giugno del 1947: «Se questo avviene, accettate anche una lieve riduzione dei vostri salari per i lavori di trasformazione fondiaria che andrà a vantaggio di tutta la nazione» furono le parole che Di Vittorio rivolse al mondo bracciantile per convincerlo della necessità di avviare un processo che trasformasse gli ettari a coltura cerealicola in vigneti e oliveti, anche a costo di vedere i propri salari ridursi. «Oggi è difficile capire la forza e il coraggio di quelle parole rivolte a braccianti che avevano salari di fame (da ridurre lievemente) in lotta con gli agrari pugliesi, di cui Di Vittorio, più di ogni altro, conosceva la storia – scrive Macaluso -. Il mondo, l’Italia, la Puglia sono cambiati, ma il problema del lavoro e dello sviluppo, in termini del tutto diversi, si ripresentano…In questo quadro la vecchia indicazione di Di Vittorio è attualissima».

    Dalla carta al murale E veniamo alla nostra Cerignola, a quel murale del Centro di Arte Pubblica Popolare di Fiano Romano che fino agli anni ’80 faceva bella mostra di sè in Piazza della Repubblica e che, dopo alcuni lavori di ristrutturazione che interessarono la piazza stessa, fu smontato e mai più recuperato. Abbandonato nel deposito ex Asia vicino alla chiesa di San Antonio, sul suo recupero si sono spesi in tanti, a cominciare da Gianni Rinaldi, storico ed esperto di tradizioni popolari, a cui poi si sono aggiunti altri compagni di viaggio come la Fabbrica di Nichi e i tanti cittadini comuni (quasi 1000) che hanno aderito al gruppo Facebook “Salviamo il murale di G. Di Vittorio”. «Il 21 gennaio due degli autori del murale, De conciliis e Falciano, saranno a Cerignola – dichiara Rinaldi a Lanotiziaweb -. Mancano ancora i dettagli e presto annunceremo il tutto. Posso solo dire che l’idea è partita da associazioni e cittadini dell’avellinese, i luoghi di origine di De Conciliis (nato ad Avellino nel 1941, ndr). E nella giornata che sarà interamente dedicata a Di Vittorio mi piace pensare che saranno in molti a venire da fuori Cerignola, così come il coinvolgimento diretto di due associazioni dell’avellinese nell’organizzazione dell’evento dimostra come questo vecchio murale, e quindi la figura di Giuseppe Di Vittorio, sia capace di parlare a tutti, sollecitando curiosità ed interesse nei confronti della nostra terra. Il tutto all’insegna di quel ‘marketing culturale’ che troppo spesso siamo bravi ad evocare ma non a costruire».