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    Inceneritore, Metta: «Ricorso sulla buona strada, ma un no collettivo!»

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    Stamane giunge una domanda dal leader del movimento La Cicogna, Franco Metta, ovvero «Come procede il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro l’inceneritore Marcegaglia?». Domanda legittima, sulla quale l’avvocato cicognino ne approfitta per stuzzicare l’Amministrazione Giannatempo.

    «Quotidianamente il “figlio di papà” che senza titoli cura l’ufficio stampa, ufficialmente inesistente, del Comune di Cerignola, ci bombarda di comunicati, che interessano solamente Lui ed il Suo padrone». Attacco politico, ma anche personale, visto che l’addetto stampa o portavoce o penna da comunicato, non fa differenza, è uno dei pochissimi giornalisti professionisti a Cerignola.

    «Nessuna notizia da Palazzo di Città», perché «tutti sapete che il Gianna tifa per Marcegaglia». Tuttavia «tace, perché le notizie sono discretamente buone. […] La regione Puglia, chiamata in causa, non si è costituita. Non ha fornito alcuna spiegazione, alcuna difesa, alcun documento. Il Consiglio di Stato – mi arrangio con le indiscrezioni, non avendo avuto notizie ufficiali – avrebbe emesso una sorta di ordinanza interlocutoria concedendo un termine breve alle nostre controparti per produrre documentazione essenziale. Non siamo ancora al merito della discussione, ma gli inizi sono discretamente confortanti». Quindi «sarebbe il momento di appoggiare l’iniziativa giudiziaria con altre iniziative popolari. Documenti di protesta del consiglio comunale, iniziative istituzionali. Ma al comune tutto tace». Al margine «un miserabile tentativo di “agganciare” alcuni esponenti dei comitati spontanei, per etero guidarli da parte dell’assessore Palladino, che si vanta, in privato, di non discutere con il Sindaco di questi temi».

    Ma la Cicogna ha già in mente qualcosa? «Onde evitare che poi gli altri si sentano ruota di scorta o a rimorchio del nostro movimento – dichiara in esclusiva a lanotiziaweb.it Franco Metta -, vorrei che l’iniziativa fosse condivisa da tutti. E’ il momento di rispondere uniti. Credo sarebbe il momento di tornare in consiglio per dire un no secco, manifestando una decisione coraggiosa, che sia anche da supporto all’azione legale dell’avvocato Esposito. Per inciso devo però dire, da legale, seppur non ufficialmente informato, che se la Regione che ha avuto 30 giorni per integrare la documentazione non invia nulla, sostanzialmente conviene. Mi auguro solo che Palladino ci dica ufficialmente come stanno le cose, non per me, ma per la città».