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    Iniziativa del Pd su rigenerazione urbana. Lanciata idea di laboratorio partecipato

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    Si è tenuto ieri sera, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, l’incontro organizzato dal Pd sul tema “Rigenerare la città: Il caso Cerignola”. Dopo i brevi saluti del segretario cittadino dei democratici Silvana Ladogana e del sindaco Antonio Giannatempo, il presidente della commissione comunale sull’urbanistica, Rocco Dalessandro, ha mostrato alcune immagini che ripercorrevano la storia dell’espansione di Cerignola negli ultimi decenni. In un rapido excursus, si sono analizzati il primo Prg (relativo agli anni ’70, nel quale si spostava il centro della città verso sud) ed il secondo avviato negli anni ’90; inoltre, vengono evidenziate le criticità dei suddetti piani regolatori e le attività di recupero che hanno interessato, ad esempio, il Piano delle Fosse o via Corso Vecchio. Infine, occhi puntati sulle “occasioni mancate” per la riqualificazione (palazzo dell’Acquedotto, Tamma) e sulla rigenerazione delle periferie, che presentano situazioni di forte disomogeneità tra zone edificate e zone agricole. «Questo è il primo degli incontri dedicati al tema – esordisce l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile -. Bisogna riqualificare la città con un confronto sereno, affinché Cerignola possa mostrare il suo volto migliore. Ci sono diversi aspetti da riconsiderare, come la fascia urbana periurbana da regolamentare; devono esserci pari diritti per tutti nell’ambito edilizio ed urbanistico e sarebbe buona cosa lanciare l’idea di un laboratorio condiviso, come accaduto a Foggia».

    A tale proposito, sono intervenute nel dibattito gli architetti Faticato e De Santis, le quali hanno raccontato la loro esperienza nel capoluogo provinciale: «Il laboratorio di urbanistica partecipata “Città di tutti” è nato perché l’urbanistica dev’essere pensata e attuata per la gente: decine di associazioni partecipano alle pianificazioni, poiché i fruitori finali sono i cittadini, che portano i loro bisogni e le loro istanze da tener presenti nello sviluppo dei piani».

    Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’assessore regionale alla Qualità del Territorio, Angela Barbanente, la quale subito tiene a precisare che «la riqualificazione non va affidata ad esperti che non conoscono le realtà del territorio». Su come vada approntato un piano di sviluppo urbanistico, la Barbanente afferma che «il ruolo dei tecnici va ricondotto nel proprio alveo: il Prg è un atto politico assistito tecnicamente. Talvolta capita che gli stessi amministratori non immaginino le conseguenze di tali decisioni». Infine, l’assessore appoggia favorevolmente l’ipotesi dei laboratori: «In Europa ciò è una prassi consolidata: questa pratica va istituzionalizzata, conservando la spontaneità della collaborazione dei cittadini. Il laboratorio è indispensabile per la fase di sviluppo della città, perché ultimamente più si costruisce, più si crea disagio: vanno considerati i reali bisogni della gente e soddisfarli. La maniera migliore di sviluppo è riconsiderare e recuperare funzionalmente gli immobili esistenti». A un quarto d’ora dalla partita della nazionale, l’incontro è terminato.