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    La vicenda dell’Albergo Moderno giunge a Roma: l’on.Granata (Fli) interroga il Governo

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    Dopo la denuncia penale al Sindaco, il riuscitissimo comizio di domenica a Cerignola con Salvatore Tatarella che ha chiesto le dimissioni di Giannatempo, FLI continua la sua battaglia di legalità sfruttando il suo essere un partito nazionale ed investendo della questione i vertici nazionali del partito. Infatti, Fabio Granata, Vice Presidente Commissione anti-mafia, ha presentato una interrogazione parlamentare urgente al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri riguardante la demolizione dell’Albergo Moderno di Cerignola, avvenuta in pieno centro storico, in modi e tempi sospetti, e senza le adeguate misure di sicurezza. Il Vice Coordinatore nazionale di FLI, in passato assessore regionale alla cultura in Sicilia, ha da sempre caratterizzato il suo impegno politico per la tutela dei beni paesaggistici e dei centri storici e da numero due dell’anti mafia è la bandiera della legalità nel Paese. Per questo il suo autorevole intervento da numero due della Commissione parlamentare anti-mafia e di esperto di urbanistica, da vice coordinatore nazionale di FLI, rappresenta un fatto più che positivo per la città di Cerignola affinchè venga fatta piena luce sulla vicenda demolizione Albergo Moderno.

    Comunicato stampa Futuro e Libertà

    Ecco il testo dell’interrogazione proposta dall’On. Fabio Granata.

    Interrogazione a risposta scritta presentata da BENEDETTO FABIO GRANATA

    GRANATA. –

    Al Ministro dell’Interno.

    – Per sapere – premesso che:

    in data 28 aprile 2011 la Polizia Municipale di Cerignola verificava che “dalla facciata, dalle solette dei balconi e dai cornicioni dell’immobile a più piani (ex Albergo Moderno) sito in Largo Costantino Imperatore si è verificata la caduta di pezzi di cemento e di intonaco, a causa della vetustà e per la mancanza di interventi manutentivi, oltre ad evidenziare una presunta precarietà strutturale dello stesso immobile”; in data 5 maggio 2011 il Sindaco di Cerignola emetteva un’ordinanza con cui si ordinava “alla società Cadinvest – proprietaria dell’immobile in oggetto – di eseguire immediatamente lavori ed opere di transennamento a tutela della pubblica incolumità, di effettuare una verifica tecnica alle strutture portanti, di eseguire entro trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento, i lavori di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo, onde eliminare il pericolo sopra lamentato, con diffida che non ottemperando sarà provveduto d’ufficio e sarà promossa l’azione penale.”; l’ing. Donato Calice, socio della Cadinvest srl, in una intervista del 15 gennaio 2012 apparsa sul sito www.Cerignola.it, a firma di Gianvito Casarella dichiarava che la società non avrebbe ottemperato all’ordinanza perché il recupero non era solo antieconomico, ma impossibile; successivamente la Cadinvest ha presentato delle relazioni dicendosi impossibilitata a restaurare, fino a quando il Giudice con apposita sentenza ha disposto che l’albergo fosse demolito per ragioni di sicurezza; si è proceduto alla demolizione ma non sono state applicate le più elementari norme sulla sicurezza nel lavoro si possono visionare i numerosi video e le tante foto reperibili su internet e precisamente sulle testate giornalistiche www.lanotiziaweb.it e www.marchiodoc.it; la struttura è stata demolita senza  aver fatto sgombrare gli abitanti residenti vicino, il cantiere è stato recintato con una piccolissima rete metallica (senza posizionare i dovuti teli per polvere),  non sono stati usati potenti idranti per non alzare la polvere in tutto il rione; che la demolizione degli edifici in linea possono avere rilevanti effetti sulla stabilità degli altri aderenti o appoggiati fabbricati con cui formavano un “unicum” strutturale di mutua stabilità, con pesanti ricadute sulla incolumità pubblica; che è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica anche per valutare la sussistenza o meno di fattispecie di reato in relazione alle procedure seguite anche dall’amministrazione comunale; se il Ministro interrogato alla luce dei fatti suesposti intenda acquisire la documentazione relativa all’esposto presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia per le determinazioni di Sua competenza.