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    Metta, caso Gema: “Indagini anche su chi non ha vigilato”

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    Pubblichiamo di seguito una nota di Franco Metta sul caso Gema e sulle indagini avviate non solo nei confronti dell’agenzia preposta alla riscossione dei tributi, ma anche per coloro che dovevano e non hanno vigilato. Ecco il documento completo.

    L’amministrazione Giannatempo continua ad essere reticente sul tema delle responsabilità di quanti avrebbero dovuto controllare i versamenti puntuali della GEMA. Ma questo filone di indagine non è sfuggito alla Procura di Foggia. Il Procuratore Capo Russo ne aveva fatto cenno in una recente intervista. Si chiedeva il Capo della Procura come fosse stato possibile una così palese omissione dei doveri di vigilanza e di controllo. Puntava il dito anche sulla inspiegabile assenza, nei contratti firmati con la Gema, della copertura fideiussoria a garanzia dei versamenti dovuti. Quello del Procuratore Russo non era e non poteva essere un “pour parler”, ma la chiara indicazione della esistenza di una serie di spunti investigativi, che naturalmente non saranno trascurati. Come potevano i responsabili della GEMA avere la certezza che nessun comune avrebbe scoperchiato il vaso delle somme indebitamente trattenute? Cosa rendeva il nostro esattore così tranquillo della inerzia altrui? Intese, accordi, patti? Se provati sarebbero penalmente rilevanti. Qualcuno “dorma, preoccupato”, la Giustizia sarà magari lenta, ma prima o poi arriva.