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    Monti: «Vicini all’uscita dalla crisi», nonostante l’euro

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    L’Italia sente vicina l’uscita dalla crisi e la situazione è sicuramente migliore di un anno fa, ma è l’euro in questo momento a mettere un po’ in agitazione l’Unione europea e la moneta unica deve diventare sempre più occasione di integrazione, non di disgregazione. Sono questi due concetti chiave del lungo intervento che il presidente del Consiglio Mario Monti ha tenuto ieri alla manifestazione inaugurale del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini.

    “Per molti aspetti vedo avvicinarsi la fine di questo momento”, ha risposto Monti alla domanda se stiamo uscendo dal tunnel delle difficoltà. “Siamo veramente in crisi? Un anno fa pensavamo meno di esserlo ma lo eravamo di più perché non era ancora venuto il balzo che ci ha fatto ragionare più profondamente sulle condizioni dell’Italia”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. Secondo Monti è come se ora fosse “venuta meno una polvere di benessere” dalla quale pensavamo di essere ricoperti fino ad un anno fa. Il cambiamento di mentalità ha permesso il realizzarsi della riforme strutturali che il governo ha attuato da quando è in carica, seppure appesantite dal grave peso del debito pubblico. Per il capo del governo il cambiamento di mentalità – e di azione conseguente – intervenuto in questo anno non è accaduto solo a livello italiano “ma anche sul piano europeo”: “Anche in Europa c’è stato nell’ultimo anno un soprassalto per crescere meglio e di più” e si deve essere coscienti che “governare l’Italia non è scindibile da governare l’Europa”. (Reuters)

    EURO NON SIA ELEMENTO DI DISGREGAZIONE MA DI INTEGRAZIONE Secondo Monti la “maggiore tragedia” europea sarebbe la disgregazione a causa dell’euro: “Se l’euro – inteso come coronamento del sogno di integrazione e di unità – divenisse un criterio di disgregazione, Nord contro il Sud, sarebbe un rischio grave”. In precedenza il capo del governo ha detto che “l’euro in questo momento ci mette un po’ in agitazione” ed ha ricordato come, all’atto di nascita della moneta unica a fine degli anni 90 “l’euro aveva un valore morale perché, per stare nell’euro, i Paesi si impegnavano ad essere più disciplinati nei conti pubblici”.

    IL DANNO DEI MOVIMENTI POPULISTI E DEMAGOGICI “Stanno risorgendo movimenti populisti e demagogici che vogliono eliminare il diverso: non solo chi viene dall’Africa ma anche da un altro Paese europeo, in un momento in cui il mondo e l’Europa si salveranno invece se ci sarà più integrazione”, ha aggiunto Monti in un’altra parte del suo intervento. La parte terminale del discorso il capo del governo, accolto con molto calore e interrotto da numerosi applausi (cosa alquanto insolita), l’ha dedicata al tema degli interventi per lo sviluppo e per la crescita sui quali, per i dettagli, Monti ha però rimandato all’intervento che il ministro dello Sviluppo economico terrà a Rimini nel prosieguo del Meeting ciellino, che si concluderà sabato prossimo, 25 agosto.