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    Parità di genere Enti locali, Mongiello: “Non ci sono Batgirl”

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    “Abbiamo conosciuto tesorieri infedeli e Batman de noantri; Batgirl non ce ne sono!”. La senatrice Colomba Mongiello, intervenuta in Aula questa mattina, usa anche l’argomento della “comprovata e comprovabile” maggiore eticità femminile per sostenere la bontà del disegno di legge che promuove il riequilibrio delle rappresentanze di genere negli organi elettivi territoriali, “proprio mentre questi vengono assottigliati nella loro composizione numerica”. “Le decisioni del Governo avallate dal Parlamento sono certamente positive quanto ai risvolti finanziari – ha affermato Mongiello – un po’ meno rispetto alla democraticità della rappresentanza, potenzialmente negativi per l’effettiva esigibilità dell’accesso alle funzioni istituzionali da parte delle donne. Ecco perché questa legge deve essere approvata ora!

    I partiti, a tutti i livelli di rappresentanza, devono comprendere che questa legge è un potente fattore di cambiamento reale della politica, com’è accaduto nei Paesi europei più avanzati: li il sistema delle quote, quello che noi donne abbiamo scioccamente combattuto e contrastato, ha prodotto leadership politica ed economica che ha garantito il miglioramento complessivo della qualità della vita. Grazie a queste norme potranno irrompere sulla scena pubblica energie e competenze finora sotto utilizzate e marginalizzate; sensibilità civiche e sociali strutturatesi nella quotidiana attività di cura e nella volontaria dedizione al bene comune. La maggiore e più qualificata presenza femminile imporrà l’inclusione nell’agenda politica dei governi locali temi che intrecciano, ad esempio, il welfare all’uso del territorio o l’organizzazione dei servizi alla mobilità sostenibile. Ma dobbiamo essere tutti accorti, e noi donne ancor più, ad utilizzare al meglio questa legge. È accaduto troppo spesso, in questi anni, che le norme sulla parità di genere nelle Giunte comunali e provinciali siano state aggirate dall’inserimento di una figurina, magari anche caruccia, senza alcuna competenza operativa e peso politico. È soprattutto nostra responsabilità attivare ed alimentare nei partiti un confronto serio sulla qualità della rappresentanza, sostenere la necessità di scelte fondate sul merito, utilizzare queste norme per allargare il perimetro della partecipazione attiva alla politica. Aprire le porte dei Comuni alle donne è il primo passo che compiamo verso la rivoluzione positiva della rappresentanza istituzionale ad ogni livello – ha concluso Colomba Mongiello – Questa legge aumenta e migliora la nostra democrazia”.

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