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    Punto News racconta una città ‘ingolfata’

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    Un mese dalle due facce (e dov’è la novità?): quella ‘nuova’ di una parte della società che vuol progredire, degli istituti scolastici che, grazie ai fondi europei, formano le nuove generazioni, salvandole a volte anche dalla strada; quella ‘vecchia’, la solita, fatta di cronaca a 360 gradi, di politica polemizzante su tutto e tutti, e sempre più povera di contenuti, e di una attualità che sempre più si interessa alle stesse cose, forse perché i problemi, nonostante il tempo passi, restano sempre immutati. Poi, come c’insegna la sociologia, si va oltre i dualismi, e si scopre che c’è lo sport, il bello di Cerignola. Fino a qualche mese fa. Già perché tra gestione di spazi comuni nel Palazzetto dello Sport, e i ‘soliti’ problemi societari dell’Audace, la ‘vecchia’ Cerignola è riuscita a tirarsi dentro anche quanto di buono si era costruito. Non sono bastate la maratona Fai, o le manifestazioni di valorizzazione dei prodotti locali (vedi Bella di Cerignola), per sopperire alla società della polemica. La politica, come al solito, vuole essere protagonista in questo, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: c’è chi si divide al proprio interno, chi polemizza contro tutto e tutti senza barlume di proposta, chi ormai non ha neanche più una sede e una identità, chi si erge a paladino di chissà quale arguta giustizia, chi pensa ad alleanze perché solo così potrà scongiurare il pericolo incombente alle prossime elezioni, ovvero ricavarne percentuali da prefisso telefonico. E la città ne paga le conseguenze. In termini di criminalità, che per certi versi giova solo ai giornali, perché si sa la cronaca ‘tira’ e fa vendere. Per cui ci si meraviglia se una mattina capita di non trovare un avvenimento di cronaca, dalla ricettazione allo spaccio, dalle rapine agli assalti sui tratti autostradali, fino alle denunce per ingiurie, percosse e violenze. Questa è l’offerta formativa per le giovani generazioni, e questo è quello che i ciechi amministratori, e gli aspiranti tali, non vedono (o non vogliono vedere). Un ottobre pieno di tutto questo, lascia poco o niente a chi si adopera per il bene della città, a chi cerca di dare un esempio di civiltà a Cerignola. Ci sono le eccellenze, poche ma ci sono. Nel campo della gastronomia, nella piccola impresa, e nelle scuole, ultimo baluardo di questa città. Ripartire da questi elementi è l’unica strada possibile. Anche perché il ‘populismo’ e il ‘qualunquismo’ di qualcuno, a chi ben conosce la storia della politica italiana e cittadina, fa paura più di questa politica malata.

    3 COMMENTS

    1. condivido il vostro sintetizzato commento ,che di questi tempi e tutto,un andare indietro ,che avanti.che lo sport sia da sostenere,perche e la parte sana di giovani che seguono questi eventi,almeno proviamo a distoglierli dalla strada della delinquenza minorile,che e il male di questo paese…ma credetemi per quanto mi guardi