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    Reddavide pretende le scuse di Metta. «Ho pronta una querela!»

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    E’ stato uno degli argomenti più dibattuti in città. «Ma la moglie di Reddavide alla fine è stata assunta al Lidl?» – era il quesito più in voga di affamati (di scoop) cittadini cerignolani. «Ancora stamattina – fa sapere Reddavide – entro al bar per prendermi il caffè, un signore mi ferma e mi chiede: assesso’ ma è vero che c’hai in gestione il Lidl?».

    Il riassunto delle puntate precedenti Il tam tam è di quelli forti, prepotenti, incessanti. La moglie dell’assessore alla sicurezza Franco Reddavide sarà assunta al Lidl. «L’assunzione, ancora non smentita e, dunque, a quest’ora diamola per confermata, della moglie di un assessore (Francesco Reddavide)», si leggeva in una nota ufficiale del Movimento Politico La Cicogna datata 23.11.12. Il giorno dopo, sul cartaceo “La Cicogna”, ancora: «Al Lidl sarà assunta la moglie dell’assessore Reddavide». Anche dai microfoni di Radio Trc, nella trasmissione “Il cielo è sempre più blu”, si ribadiva quanto già scritto. A far da contorno post su facebook e twitter sempre dello stesso tenore e con lo stesso mittente.

    Scoop bucato Lo annuncia (l’assessore Reddavide, ndr) prima nel consiglio comunale e poi in privata sede. «Mia moglie ha sostenuto un colloquio al Lidl. Aveva un buon curriculum avendo svolto attività affini per anni. Le è stato detto che, in caso positivo del colloquio, sarebbe stata contattata. Nessuno l’ha più richiamata». E’ questa la laconica ricostruzione dei fatti da parte dello stesso Reddavide. Che poi aggiunge: «Sarebbe stato facile aspettare e poi, se lo si riteneva opportuno, denunciare una qualche anomalia. Invece si è preferito il metodo della diffamazione, della macchina del fango per colpire una madre, una moglie, una onesta lavoratrice. Ho sofferto assieme alla mia famiglia. Al Lidl manco ci metto piede. Non credo che la politica si possa fare attraverso questi strumenti, la delazione e la diffamazione. Ho pronta una querela e non escludo che anche la giunta possa costituirsi parte civile in un’eventuale azione penale».

    Le scuse mancate Ci aveva provato già nell’ultimo consiglio comunale, Franco Reddavide, a chiudere una partita che comunque lo vedeva vittima e non carnefice. Un ramoscello d’ulivo che, però, non è stato raccolto da Franco Metta: «Mi bastavano delle scuse – rivela a lanotiziaweb.it -, che mi ospitasse su un palco o a una trasmissione radiofonica. Negli stessi luoghi dove sono stato infamato. Non voglio neanche che mi venga data la parola, ma soltanto che si ammetta l’errore, che si riabiliti la mia reputazione. Per me poteva finire li. Ad oggi un gesto del genere non c’è ancora stato. Se così sarà mi vedrò costretto ad agire giudizialmente. Ho già dato la mia disponibilità ad essere ascoltato dalla polizia giudiziaria. Penso che Metta, tra i mille errori che ha commesso, ne ha fatti due che Cerignola non gli perdonerà mai. In chiusura della campagna elettorale 2010 affermò dal palco del comizio che tutta la gente presente in Piazza Duomo era presente per lui e non per la Madonna patrona della città. E poi, da oggi, dovrà annoverare anche il 21 dicembre tra le date della sua sconfitta, umana prima ancora che politica. Ha infangato un uomo per bene e spero che i cerignolani lo ricordino al momento opportuno».

    86 COMMENTS

    1. Un modo indecente e umanamente deprimente di fare opposizione! Caro Metta ti ho votato, non ti voterò pi