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    Sull’assegno di cura, Giannatempo risponde al Pd: «ritardi non attribuibili a noi»

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    Entro due settimane il Comune comincerà a richiedere ai diretti interessati i documenti amministrativi, che poi verranno trasmessi alla Asl, chiamata a compiere le opportune verifiche sanitarie: la prima fase delle procedure da seguire.

    “E’ falso sostenere che negli ultimi 15 mesi il Comune non ha mosso un dito per arrivare all’erogazione degli assegni di cura. Abbiamo invece fatto la nostra parte per sbloccare la situazione, e i ritardi nella definizione della graduatoria non sono certamente attribuibili a quest’Amministrazione, bensì alla calma olimpica dei vertici della Asl, con cui lo scorso anno, a partire da maggio e fino a dicembre, abbiamo avuto incontri, purtroppo risultati solo interlocutori, per fissare tempi, modi e contenuti dei due livelli di attività previsti dalla procedura da seguire per erogare gli assegni di cura ai richiedenti in possesso dei requisiti. Se questo è avvenuto, è perchè solo il 19 dicembre 2011, dopo diverse nostre sollecitazioni, tutte documentabili, la Asl ha comunicato i nominativi dei referenti aziendali a cui rivolgersi per trattare la questione. Referenti, peraltro, durati pochissime settimane, in quanto a gennaio è avvenuto un ulteriore avvicendamento alla guida del Distretto sociosanitario di Cerignola, facente capo appunto alla Asl, nostro interlocutore”. Così il Sindaco Antonio Giannatempo risponde all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico, che chiede il perché della mancata erogazione degli assegni di cura, paventando il rischio della revoca, da parte delle Regione Puglia, delle risorse destinate al finanziamento degli stessi.

    “E’ vero che nell’ottobre del 2010 la Regione Puglia ha inviato al Comune di Cerignola, capofila dell’Ambito territoriale, gli elenchi dei richiedenti l’assegno di cura – dice il primo cittadino – ma le cose non stanno affatto come racconta il Pd, e chi ha presentato tale interrogazione lo sa bene”. “Gli incontri con la Asl – spiega Giannatempo – sono iniziati a maggio 2011, perché nello stesso mese la Regione Puglia ha approvato una delibera (pubblicata sul Burp n.27) con la quale ha attribuito ad un apposito organismo, l’Unità di Valutazione Multidimensionale, che ha sede nel Distretto socio-sanitario di Cerignola, il compito di verificare, con accertamenti sanitari, le autonomie e le capacità residue di chi chiede l’assegno di cura. E’ questo uno dei due livelli di attività previsti dalla procedura per arrivare all’erogazione degli assegni. L’altro livello, quello amministrativo, è di competenza degli uffici comunali, che devono richiedere ai diretti interessati documenti quali lo stato di famiglia, l’Isee e una copia della domanda di inoltro alla Regione della richiesta per l’assegno di cura. Una volta acquisiti questi documenti, il Comune deve inviare alla Asl gli elenchi dei richiedenti. A quel punto, la Asl, ricevuta la documentazione amministrativa e sanitaria (copia del verbale di invalidità ai sensi della legge 104/92), è chiamata a verificare, con accertamenti sanitari, se chi richiede l’assegno di cura possegga effettivamente i requisiti necessari per usufruirne”. Prima si nuove il Comune, poi l’Asl, insomma, attraverso l’Unità di Valutazione Multidimensionale.

    “A gennaio – chiude il Sindaco – abbiamo preso contatti con la nuova dirigenza, con la quale, dopo aver posto l’accento sulla necessità di velocizzare notevolmente i tempi per l’espletamento delle procedure, abbiamo raggiunto un accordo. Entro due settimane saremo in grado di cominciare a richiedere ai diretti interessati, che sono circa un migliaio, i documenti previsti dal Bando”.

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