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Allamprese: “Fare il possibile per evitare la chiusura del Tribunale di Cerignola”

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Allamprese_grandePubblichiamo di seguito una nota del Consigliere PdL Michele Allamprese il quale torna sulla chiusura del Tribunale cerignolano e sulle falle di una simile riforma. Ecco il documento completo.

Tra pochi giorni, e in coincidenza con la ripresa dell’attività d’udienza, il Tribunale di Cerignola (sezione distaccata del tribunale di Foggia) così come altri 947 uffici giudiziari in tutta Italia, verrà definitivamente soppresso. La nostra Città, già mortificata dalla chiusura di altri uffici pubblici, dall’ Acquedotto agli uffici Ausl, subirà un ulteriore declassamento ad evidente discapito dei cittadini tutti. Nonostante la ferma determinazione del Ministro della Giustizia nel proseguire in questo scellerato disegno che viene fatto passare come un provvedimento finalizzato a risparmiare sulla spesa pubblica, e malgrado siamo cominciate le operazioni di trasloco già da alcuni giorni, non ancora tutto è perduto.
Il Parlamento deve ancora pronunciarsi sulla possibile proroga dell’entrata in vigore della norma e lo stesso Ministro Cancellieri, qualche giorno fa, ha espresso la possibilità di rivedere la geografia giudiziaria lasciando le sezioni distaccate nei luoghi ad alta densità malavitosa. Cerignola, in tal caso, potrebbe salvarsi. Da questo punto di vista si registra anche l’intervento dell’Onorevole Gasparri a sostegno di una revisione della geografia giudiziaria o, quantomeno, di una proroga in attesa di rivedere la Legge. La riforma, in realtà, non farà risparmiare nulla all’erario, anzi, già oggi le spese sono aumentate. I fascicoli e le attrezzature che quotidianamente vengono asportate dalla struttura cerignolana vengono, infatti, poste in un locale che il Ministero ha dovuto prendere in affitto!
In pratica si lascia una struttura che non costa nulla per utilizzarne una per la quale si dovrà pagare un canone. Quello che serve, però, adesso è uno sforzo corale di tutte le forze politiche e sociali della città e non solo degli avvocati. Nel dibattito consiliare del luglio dello scorso anno, con il quale il consiglio comunale all’unanimità deliberò di porre in essere tutte le iniziative necessarie per mantenere la sede distaccata, ebbi a dire come la chiusura del Tribunale non era una questione di soli avvocati. Il disagio, infatti, non verrà patito dagli operatori del diritto ma dai cittadini-utenti i quali vedranno lievitare le spese giudiziali a causa delle trasferte cui saranno costretti i loro legali e, per esempio, dell’aumento delle tariffe per le notifiche degli atti giudiziari da compiere a Cerignola, che saranno considerate a tutti gli effetti trasferte.
Si aggiunga che la Città perderà un presidio istituzionale che, da solo, comunque tutela i cittadini contro il senso d’abbandono tipico delle periferie delle città di provincia.
Lo strumento legislativo per ottenere il mantenimento della struttura esiste e si rinviene nella normativa che ha disposto la chiusura dei tribunali c.d. minori. L’art. 8 I comma del D. Lgs. 155/2012 consente al Ministro con decreto, sussistendo specifiche ragioni organizzative o funzionali, che vengano utilizzati a servizio dei tribunali e per un periodo non superiore a cinque anni gli immobili di proprietà comunale interessati da interventi di edilizia giudiziaria.
Orbene, e premesso che l’immobile oggi occupato dal Tribunale è di proprietà comunale e costruito con fondi destinati alla giustizia, nel nostro caso sussistono anche le ragioni organizzative di cui parla la norma.
Il tredici settembre, infatti, e dal sedici con l’inizio delle udienze, il Tribunale di Foggia vivrà una inevitabile paralisi. Oggi il tribunale di Foggia, con la sola competenza del proprio circondario e quindi al netto delle competenze delle sezioni distaccate e del Tribunale di Lucera, non ha locali sufficienti per ospitare le proprie strutture, atteso che la sezione lavoro e l’UNEP sono ospitati in un immobile preso di fitto da un privato.
Orbene, se già oggi le strutture foggiane non sono in grado di ospitare gli uffici giudiziari della sola città, immaginatevi cosa potrà succedere con l’ accorpamento. E immaginatevi, poi, cosa accadrà con la soppressione anche dei uffici dei
giudici di Pace!
Il Ministero dovrà prendere in affitto altri locali, e quindi dovrà spendere altri soldi. Il tutto in applicazione di un provvedimento che dovrebbe far risparmiare soldi allo Stato e velocizzare e migliorare la Giustizia. Siamo nell’ambito del grottesco.Quindi, e concludendo, invito tutte le forze cittadine ad unirsi allo sforzo che egregiamente stanno profondendo le associazioni locali di categoria (l’associazione forense con tutti i suoi iscritti e per il tramite del Presidente avv. Gianfranco Dinoia, e l’Udai) e l’assessore al contenzioso avv. Marco Merlicco per ottenere il provvedimento ministeriale che oltre ad essere legittimo e sacrosanto consentirà alla nostra Città, già in passato più volte retrocessa, di scendere nell’ultima categoria per vivibilità e servizi.

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