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    Alga tossica sulle coste del nord barese

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    Ormai è allarme da alga tossica. Non si contano più i casi di contagio da Ostreopsis Ovata, l’alga che ogni anno, da oltre un decennio, si presenta lungo il litorale. Il Comune diffonde la notizia invitando tutti a osservare alcune regole comportamentali per contenerne i danni per la salute. «L’Arpa Puglia ci ha segnalato la fioritura microalgale da Ostreopsis Ovata in corrispondenza della Prima Cala – dice il sindaco Paola Natalicchio -. La concentrazione della cosiddetta alga tossica è considerata dall’Arpa oltre i limiti indicati dalle linee guida del Ministero della Salute. Eventuali variazioni della situazione che dovessero imporre restringimenti della balneazione – conclude il primo cittadino – saranno tempestivamente comunicati alla cittadinanza».

    In realtà l’alga è presente lungo tutto il litorale (l’Arpa fa riferimento alla Prima Cala perché solo lì ha effettuato campionature) ed è visibile a occhio nudo da oltre una settimana. Fanno muro i gestori dei lidi che non hanno voglia di commentare. Anche perché la presenza della microalga è visibile sulla superficie dell’acqua in maniera molto evidente, per la presenza di schiume superficiali di colore bruno (foaming) e sott’acqua per la presenza di una pellicola membranosa che ricopre il fondale. Come è noto l’azione della tossina prodotta dall’alga può avvenire per contatto diretto con l’acqua di mare ma nella maggior parte dei casi si realizza attraverso l’inalazione di un aerosol marino che si forma in presenza di forte vento e mareggiate che seguono lunghi periodi di calma. L’Ostreopsis, come è noto, è un’alga tipica dei climi caldi e tropicali ma da qualche anno, proprio in seguito a quella che gli esperti definiscono «tropicalizzazione» del clima, si presenta, puntuale, in Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Puglia. La sua prima «apparizione» lungo il litorale della provincia di Bari risale all’estate del 2001. Ha provocato decine di «vittime» (pochi quanti si sono rivolti al pronto soccorso, molti ai medici di base, di più quelli che hanno fatto ricorso ai farmaci da banco). Nei casi più gravi causa febbre anche oltre 38, tosse, cefalea, raffreddore, difficoltà respiratorie, congiuntivite, dermatite. I casi meno gravi se la cavano con nausea e vomito. I sintomi possono presentarsi dopo alcune ore (2-4) e regrediscono di solito entro 48 ore.

    LUCREZIA D’AMBROSIO
    La Gazzetta del Mezzogiorno

    3 COMMENTS

    1. non fate leggere questa notizia al commentatore col nick “basta sprechi”, per lui il nostro mare è Caraibico

      • hahahaha.
        Ma non ho mai detto questo….
        Ho solo criticato tutti coloro i quali affermano che fare il bagno a margherita vuol dire herpes,febbre,malattie e c’è anche chi “sventola” il pericolo di morte. Che poi ci siano mari più “scenografici”….NULLA DA OBIETTARE.
        CMQ MI HAI FATTO SORRIDERE.
        Ciao Ciro