More

    HomeEvidenzaCerignola, nasce il Movimento "La Fenice". Referente sarà l'ex IdV Pietro Campaniello

    Cerignola, nasce il Movimento “La Fenice”. Referente sarà l’ex IdV Pietro Campaniello

    Pubblicato il

    Pubblichiamo di seguito una nota stampa del neonato Movimento cittadino “La Fenice”, il cui referente sarà Pietro Campaniello, da poco tiratosi fuori dall’Italia dei Valori, nella quale si enunciano i propositi del gruppo appena costituito e si fa il punto della prima riunione tenutasi nella giornata del 30 gennaio 2013. Ecco il documento competo.

    Non so se sia vero che i luoghi esprimono un genio che tiene i fili delle passioni degli uomini. Certo è che sabato scorso all’incontro del Movimento “La Fenice” scorreva un amore forte per la Città che accomunava personalità politiche del territorio e cittadini, capaci di segnare il proprio tempo e i destini dell’intera comunità. Nessuna traccia di un semplicistico percorso ideale può ricondurre ad unità ispirazioni ed intenti così diversi. Nessun segnale comune univa il loro pensiero e le loro azioni. Pure le vicende personali e intellettuali di tutti loro si erano consumate in un raggio di pochi metri e sono state caratterizzate dallo stesso sentimento di profonda appartenenza alla vita Cerignolana. Il Referente del Movimento, Campaniello Pietro, aveva di fronte una platea di circa 50 persone fra cittadini e alcuni politici di Cerignola quando ha aperto i lavori per la costituzione del Movimento, allo studio un dialogo con il mondo dei cittadini sino a chi governa questa città, nel quale si è affrontato con forza il tema nodale del lavoro. Il disegno politico del Movimento, secondo alcuni, doveva anticipare la stagione dello Stato assistenziale e secondo altri doveva essere “una rivoluzione sempre auspicata ma mai identificata nei suoi traguardi strutturali”, ma per tutti è stato chiaro un punto, per adesso bisogna rimarcare un esempio unico di impegno morale e intellettuale per un’azione politica concreta a sostegno dei bisogni essenziali e primari della persona. Ciò significa: Lavoro per chi ancora non ne possiede e Assistenza per le persone che ne hanno bisogno, il tutto nel quadro universale della civiltà cristiana ed umana. Si è detto che non bisogna servirsi dei comuni metodi di meccanica parlamentare e partitica, ma nel Movimento c’era posto per tutti gli uomini, che hanno come loro obiettivo di azione i punti sopra indicati. Per tutti i partecipanti all’incontro è stato chiaro, volere seriamente la massima occupazione e il pieno impiego con alcune premesse e cercare alcuni strumenti senza l’uso dei quali non è possibile raggiungere quel fine. C’è, anzitutto, una premessa di natura squisitamente cristiana: è vano – per una Amministrazione – parlare di valore della persona umana e di civiltà cristiana, se essa non scende organicamente in lotta al fine di sterminare la disoccupazione ed il bisogno che sono i più temibili nemici esterni della persona. La disoccupazione è un consumo senza corrispettivo di produzione: è, perciò, uno sperpero di beni e di forze produttive. La conseguenza è evidente: un sistema economico che sia affetto da questo male è come un organismo affetto dal cancro: porta in sé un germe che lo corrode. E la ragione è chiara: la disoccupazione, infatti, è causa di un lucro cessante e di un danno emergente: il primo, perché essa significa produzione mancata; il secondo, perché questi disoccupati devono pur vivere e, quindi, consumare. Questa premessa economica, perciò, ne include in sé una finanziaria che può essere così formulata: la disoccupazione di massa provoca una circolazione monetaria senza corrispettivo di produzione ed è, perciò, quando si prolunga, causa di inflazione. Se questa premessa economica è vera, come è vera, ne deriva una evidente necessità terapeutica: bisogna estirpare questo male se si vuole dare sanità, stabilità, produttività, al sistema economico e finanziario. Terapia causale, di fondo, non sintomatica ed episodica: cura dell’intero sistema, nelle sue articolazioni essenziali e non cure piccole e dispersive (sussidi, lavori pubblici occasionali) che non producono nessun effetto sostanziale per la restaurazione intrinseca dell’organismo malato. Lo sradicamento della disoccupazione e della miseria non può essere operato organicamente che dalla Pubblica Amministrazione nei suoi vari livelli e costituisce il compito nuovo, ed in certo modo fondamentale, della Amministrazione moderna. Alla fine dell’incontro la risposta è stata chiara: “un Governo ad obbiettivo, in un certo modo unico: strutturato organicamente in vista alla lotta organica contro la disoccupazione e la miseria. Una Amministrazione, cioè, mirante sul serio (mediante l’applicazione di tutti i congegni tecnici, finanziari, economici, politici adeguati) alla massima occupazione e, al limite, al pieno impiego. Lasciandosi si sono dati appuntamento, sperando che anche altre persone si aggreghino alla loro idea, per continuare e mettere nero su bianco i punti derivati dall’incontro, sentire nuove idee per realizzare il progetto condiviso di quella sera e continuare a lavorare tutti insieme per una Cerignola futura, modello positivo per le altre città.