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    Foggia: incendio doloso e minacce a testimoni di omicidio. 12 arresti

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    I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia coadiuvati da personale della Compagnia di Intervento Operativo di Bari, un velivolo del Nucleo Elicotteri ed unità cinofile di Bari, hanno svolto nel fine settimana un capillare controllo del territorio. Tra le finalità la prevenzione ed il contrasto a forme di criminalità predatoria e diffusa, illeciti amministrativi inerenti violazioni del codice della strada e repressione dei reati in violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti. 12 arresti di cui 4 in flagranza per incendio doloso, furto in abitazione e spaccio di stupefacenti. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per intimidazioni a testimoni di omicidio.

    SAN SEVERO: LEI RIFIUTA DI PROSTITUIRSI, LUI LE INCENDIA CASA: ARRESTATO GIOVANE ALBANESE

    TOSKA Klajdi, albanese classe 1980, è stato arrestato dai Carabinieri per incendio doloso, percosse e minaccia aggravata. L’uomo all’ennesimo rifiuto della convivente, una trentenne cittadina bulgara, di prostituirsi sulla SS 16, probabilmente in preda ai fumi dell’alcool, ha iniziato a percuoterla con pugni al volto e ad afferrarla alla gola. Un attimo di distrazione dell’albanese ha consentito alla giovane donna di fuggire dall’abitazione e mettersi in salvo. Dopo aver girovagato per il paese in cerca di aiuto, la vittima ha incontrato una pattuglia dei Carabinieri ed ha raccontato loro l’accaduto. Proprio in quel momento ha ricevuto una telefonata dai vicini i quali le hanno riferito che il suo compagno le stava incendiando casa. Il giovane albanese, dopo aver dato fuoco all’abitazione della convivente, aveva sfondato a calci la porta dei vicini, una coppia di anziani di origini bulgare, intimando loro di uscire poiché voleva appiccare il fuoco anche alla loro abitazione. Inutile il tentativo di ricondurlo alla calma, i due hanno fatto in tempo a racimolare le cose più preziose e ad uscire perché l’albanese, con un accendino, ha dato fuoco al piumone del letto. Vani anche i tentativi degli anziani di spegnere le fiamme che si sono propagate ai tappeti e all’intera abitazione, danneggiando gli interni. L’immediato intervento di tre squadre di Vigili del Fuoco ha scongiurato ulteriori e più gravi conseguenze quali possibili scoppi e la diffusione delle fiamme ai piani superiori dell’edificio. Le descrizioni fornite dai testimoni e dalla convivente unite alla profonda conoscenza del territorio dei Carabinieri, hanno consentito di ricostruire in brevissimo quanto verificatosi e rintracciare, poco dopo, il TOSKA presso il domicilio di un suo connazionale dove era in un letto, vestito, sotto le coperte. Il piromane ha tentato di non farsi identificare non rispondendo alle domande dei Carabinieri che lo hanno ugualmente riconosciuto e condotto in caserma. Indosso all’uomo sono state rinvenute una carta d’identità ed una patente false, entrambe rumene, usate dal giovane nel tentativo di celare la propria identità. A suffragare gli elementi raccolti dai Carabinieri i filmati estrapolati da un impianto di videosorveglianza lì presente e che hanno registrato le fasi dell’intera vicenda. Il TOSKA è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia.

    APRICENA: ARRESTATO DAI CARABINIERI L’AUTORE DI MINACCE ED INTIMIDAZIONI AI TESTI DELL’OMICIDIO NIRO

    DE CATO Giovanni (detto “Jonnino”) 35enne, è stato tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Lucera. L’uomo è ritenuto responsabile di atti persecutori, violenza e minaccia aggravata commessi per costringere a commettere reato. DE CATO da qualche tempo aveva cominciato a perseguitare alcuni testi del processo dell’omicidio di Niro Andrea, avvenuto ad Apricena il 27 settembre 2011. DI SUMMA Salvatore e MARTELLO Luigi, arrestati dai Carabinieri pochi giorni dopo quell’efferato omicidio, sono stati recentemente condannati in primo grado a 26 anni di reclusione. Il processo si è svolto in un clima di tensione, viste le reticenze di alcuni testimoni, evidentemente spaventati ed intimiditi. Dalle indagini dei Carabinieri, diretti dalla Procura della Repubblica di Lucera, è emerso che DE CATO per indurre uno dei testi cardini a rendere falsa testimonianza, aveva fatto circolare la voce tra conoscenti ed amici che Di Summa, una volta uscito dal carcere, lo avrebbe fatto uccidere. Atti persecutori e minacce finalizzate a garantire l’impunità dei responsabili di un delitto efferato, con un modus operandi tipico della criminalità organizzata, caratterizzato dalla scelta di non minacciare direttamente il teste ma di fare “terra bruciata” intorno a lui, isolandolo dal contesto sociale. Grazie alla sua azione denigratoria e intimidatoria DE CATO era riuscito a far licenziare l’uomo dal posto di lavoro dopo aver detto al titolare della ditta dove era impiegato che la sua presenza lo avrebbe messo in difficoltà. La vittima, tra l’altro, una volta licenziata non era riuscita a trovare lavoro altrove, poiché le voci messe i giro da DE CATO erano giunte anche gli altri datori di lavoro a cui si era rivolto. Il DE CATO, arrestato, è stato associato alla Casa Circondariale di Lucera.

    S. GIOVANNI ROTONDO: INCENSURATO ARRESTATO PER DETENZIONE DI HASHISH E COCAINA.

    In San Giovanni Rotondo MANGIACOTTI Emanuele, ventitreenne incensurato, è stato arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti. Al termine di un servizio di osservazione e pedinamento i Carabinieri lo hanno controllato e perquisito nel centro cittadino rinvenendo nelle sue disponibilità cocaina e hashish per totale di circa 6 grammi nonché di un coltello a serramanico e 50 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio. La successiva perquisizione dell’abitazione ha consentito di sequestrare altri 4 grammi di cocaina suddivisa in dosi e nascoste nella scatola di un cellulare custodita della sua cameretta. Convalidato l’arresto MANGIACOTTI è stato condannato a 8 mesi di reclusione con pena sospesa e al pagamento di 3000 euro.

    VIESTE: ARRESTATO “TOPO D’APPARTAMENTO” IN FLAGRANZA DI REATO

    In Vieste PASCALI Ivan, classe 1977 già noto alle FF.PP. è stato tratto in arresto in flagranza di furto aggravato. Giunta sul 112 la segnalazione di un furto in abitazione i Carabinieri sono immediatamente giunti in Corso Tripoli dove, all’interno di un appartamento, hanno sorpreso e bloccato il trentaseienne mentre si appropriava di alcuni monili in oro. La refurtiva è stata restituita all’avente diritto; all’arrestato, processato con rito direttissimo, sono stati inflitti 4 mesi di reclusione.

    FOGGIA: UN ARRRESTO IN FLAGRANZA PER FURTO DI ENERGIA ELETTRICA

    DI CANIO Alberto, 37enne foggiano già noto alle FF.PP. è stato tratto in arresto in quanto presunto responsabile di furto aggravato. Da un controllo espletato dai Carabinieri presso la sua abitazione di campagna, è stato accertato che si era abusivamente allacciato alla rete elettrica Enel e che in quei luoghi, pur essendo serviti dalla rete elettrica, non era presente alcun contatore che ne misurasse i consumi.

    FOGGIA: ESEGUITI DAI CARABINIERI TRE PROVVEDIMENTI DELL’A.G. PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E TRUFFE

    BUONONATO Savino 53enne foggiano è stato tratto in arresto poiché deve scontare la pena di 1 anno e 11 mesi di reclusione perché ritenuto responsabile di associazione a delinquere ed estorsione Nel 2007 il BUONONATO era stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione Osiride, con la quale furono accertate le estorsioni compiute dalla criminalità organizzata foggiana nel settore delle pompe funebri. KHOUDALI RADON, 32enne di origini marocchine ma residente a Orta Nova è stato arrestato in quanto che deve scontare la pena di 6 mesi di reclusione per essersi reso responsabile dei reati di ingresso clandestino nel territorio nazionale, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali commessi in Abruzzo nell’anno 2007. CHIAVUZZO Aldo, 60enne di Orta Nova, è stato arrestato dovendo scontare 5 anni di reclusione per i reati di truffa e falso ideologico. L’uomo era coinvolto, con altre 22 persone, in un’indagine che aveva accertato la realizzazione di una serie di truffe ai danni dell’INPS realizzate mediante il sistema della denuncia, da parte di aziende agricole riconducibili agli indagati, dell’assunzione di falsi braccianti agricoli effettuate negli anni 2003 e 2004 a Foggia e Pescara.

    MATTINATA: ESEGUITO ORDINE DI CARCERAZIONE PER USURA, ESTORSIONE E TRUFFA.

    In Mattinata AZZARONE Santo Cesare, 57enne, è stato arrestato in esecuzione di un ordine di e