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    Grillo dice no a Bersani. La base a 5 stelle insorge contro Beppe

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    A poche ore dal verdetto elettorale non pare esserci una via d’uscita. Polemiche negli schieramenti e frecciatine tra i leader, in grado per ora di non lasciare intravedere una possibilità di accordo, nemmeno sulle riforme importanti. E dopo il “Bersani è un morto che parla” scritto da Grillo nel suo blog anche la base a 5 stelle sembra ribellarsi. «Ora i ragazzi sono in Parlamento: falli lavorare, e fatti da parte. O vali più di uno?», commenta un utente. Mentre sono moltissimi a chiedere di «lavorare con il Pd» e di non tornare al voto per cambiare il paese. Ma la discussione va anche oltre: «Uno vale uno. Grillo vale Casaleggio. Gli eletti non contano un cazzo». Il tutto è poi sfociato in una petizione online che in poche ore ha raccolto oltre 20mila firme in cui si chiede al leader M5S di non negare la fiducia al segretario democratico, sostenendo le riforme necessarie per il Paese. Viola Tesi, 24 anni, elettrice a 5 stelle, ha pubblicato una lettera aperta su www.change.org ripostata da centinaia di blog e utenti. La giovane elettrice grillina

    «dice di aver votato Cinque Stelle – si legge in un articolo de Il Fatto Quotidiano – come “quei milioni di giovani che credono in una rivoluzione gentile” e lancia un appello “perché gli eletti del M5S hanno un’occasione storica: dobbiamo scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza Pd-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi e costringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse”. “Si possono fare poche cose, prima di tornare alle urne, in poco tempo”, aggiunge la giovane attivista del Cinque Stelle: tra queste una nuova legge elettorale, una legge contro la precarietà e l’istituzione del reddito di cittadinanza, la riforma del Parlamento, l’eliminazione dei loro privilegi, l’ineleggibilità dei condannati, la cancellazione dei rimborsi elettorali”».

    I commenti non si placano e Grillo stavolta sembra aver perso il controllo dei suoi supporter:

    “No Beppe, mi dispiace ma stavolta non sono d’accordo! Ho votato M5S dal giorno della sua nascita e ho sempre sostenuto il suo “non-statuto”, e la tua frase ‘il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri)’ è in contraddizione con lo slogan principe del movimento: ognuno vale uno. Imporre il voto ad un parlamentare del movimento significa cadere nell’errore degli altri partiti in cui uno vota “si” o “no” in base a quello che dice il suo capogruppo e non secondo la propria coscienza”. “Grillo, piantala di fare la vittima e prova a fargli fare un governo: senza un governo, non arriveranno nè proposte belle nè proposte brutte, si tornerà a votare, e stavolta non sarà colpa della ‘vecchia politica’”. “Abbiamo vinto le elezioni siamo in Parlamento, è ora di smettere di far battibecchi e ripicche, avete/abbiamo l’occasione di cambiare il paese veramente. Il nano malefico è ancora lì all’angolino aspettando il momento giusto per rubare ancora per lui le sue aziende le sue orgettine e per fare i suoi interessi personali. Quell’uomo va fermato con le leggi, siamo l’unico paese al mondo democratico senza una legge sul conflitto di interessi. Berlusconi controlla direttamente e indirettamente Rai/Mediaset e dozzine di giornali. Beppe puoi cambiare il paese. L’M5S è il primo partito”. “Caro Grillo come fai a valutare legge per legge se un governo neanche lo fai partire?”. “Non sono d’accordo nel negare la fiducia, farlo obbligherebbe Bersani ad un’apertura verso il Pdl e ciò porterebbe necessariamente ad un ulteriore consolidamento della casta che tutti ben conosciamo”. “Per votare le proposte bisogna prima che si dia la fiducia al governo. Non facciamo cazzate”.

    Alcuni però, in numero molto ridotto, appoggiano la scelta radicale di Beppe. Chi la spunterà?