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    I 101 motivi di Civati e Decaro (per stare nel Pd) | Foto e Video

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    Ci sono motivi per restare e sono ben 101, ma «il più importante è che siamo un partito – afferma in apertura d’intervento Pippo Civati – nel quale ognuno vale uno ed è possibile fare delle scelte democratiche, come la scelta che il popolo del Pd sarà chiamato a fare per la stagione congressuale». E oltre i motivi esistono anche delle priorità non più rimandabili. «Penso ad un Pd – continua Civati – che recupera in sè Sel, non un Pd che recupera Berlusconi». «Purtroppo non riesco a ritrovarmi nelle idee del Pd quando facciamo scelte con il Pdl – aggiunge Antonio De Caro -. Dovremmo combattere le nostre battaglie, non quelle di Berlusconi (leggasi IMU)». Così si apre (e si accende) uno dei dibattiti politici più interessanti degli ultimi anni a Cerignola, laddove, dopo i saluti del segretario cittadino Silvana Ladogana, Pippo Civati, uno dei possibili prossimi segretari nazionali del Pd, e Antonio Decaro, volto politico conosciuto del Pd pugliese oltre che attuale parlamentare democratico, provano a recuperare con un intenso botta e risposta, moderato da Gianvito Rutigliano (Repubblica Bari) l’identità «dell’unico vero partito italiano» (per dirla con Civati, ndr). Operazione che ha luogo proprio all’interno della Festa Democratica 2013 di Cerignola.

    Nonostante la posizione critica però, l’idea di fondo è andare verso un unico partito, un partito che tenga insieme tutto il centrosinistra e che sia esso stesso il primo dei 101 motivi per restare. «Non rinuncio a governare – dice infatti Civati -. E voglio farlo con il Pd, quel Pd che non è più Margherita e Ds, e che ora è un unico partito. Il nostro partito deve recuperare le proprie battaglie. Qualcuno dice che Civati è la sinistra del Pd? No. Sono gli altri che si sono spostati dal proprio alveo».

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    E in conclusione non può mancare il riferimento al Governo pugliese. «Il Brand Puglia lo dobbiamo a Vendola e al governo regionale – afferma De Caro -. Qui c’è Elena ad esempio. E allora ditemi, in quale regione si è investito mentre il governo ha tagliato? Assistenza domiciliare, asili, ma anche energie rinnovabili, politiche giovanili e start-up di impresa. Tutte iniziative del governo regionale delle quali Elena Gentile è stata protagonista. Questo mentre il patto di stabilità, del governo nazionale, ci impediva di spendere i nostri soldi». E dal pubblico qualcuno chiede criticamente, in riferimento al settore agricolo, braccio trainante dell’economia di Capitanata, «dopo il brand puglia e il brand salento di De Castro e Stefàno proviamo a non dimenticare la Capitanata?». Il si è unanime e l’applauso conclude il dibattito per far proseguire la Festa con il classico intrattenimento.