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    “I Grilli di Cerignola” chiedono strumenti di democrazia diretta

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    Pubblichiamo di seguito una nota dei Grilli di Cerignola i quali, attraverso una raccolta firme, chiedono l’introduzione di alcuni strumenti di democrazia diretta. Ecco il documento completo.

    Depositata la proposta di deliberazione di iniziativa popolare in merito a strumenti di democrazia diretta da introdurre nello Statuto comunale, quali: obbligo da parte del sindaco di rispondere alle istanze dei cittadini a lui indirizzate, entro 30 giorni; referendum abrogativi, propositivi, approvativi senza quorum e vincolanti per l’Amministrazione; assemblee pubbliche in occasione di provvedimenti importanti (bilancio, piano regolatore ecc…) dove il cittadino può prendere la parola ed è coinvolto nelle decisioni. A partire da fine settembre, abbiamo raccolto, autenticato e certificato circa 400 sottoscrizioni a sostegno della nostra iniziativa, a fronte delle 300 necessarie. In tutto questo tempo, siamo riusciti a far passare un’idea di democrazia più vicino alle reali esigenze della cittadinanza, oltre che prospettare un futuro in cui il cittadino possa contribuire direttamente al buon governo della propria città. La nostra idea non sottrae la popolazione dal dovere civico di informazione, partecipazione e responsabilità essenziali per rendere effettiva la cura di interessi comuni, altrimenti prerogativa di pochi eletti che, per quanto sensibili alle cause comuni, possono non esprimersi al meglio nelle decisioni da prendere in sede politico-amministrativa. Oggi per Cerignola si apre un nuovo modo di intendere la politica. Ora i cittadini sono più consapevoli che un altro modo di gestire l’interesse pubblico è possibile. Una pratica nemmeno nuova nel panorama internazionale, dove questi strumenti esistono e sono efficaci anche da più di un secolo: Svizzera, Stati Uniti, Nuova Zelanda, solo per citarne alcuni. Trasformare le lagnanze, i desideri, i progetti in provvedimenti reali e concreti per la propria città, significa elevare il grado di civiltà, cooperazione e consapevolezza assolutamente necessari per una pacifica e democratica convivenza. Ora la palla passa ai rappresentanti politici, i quali, nelle prossime adunanze del  Consiglio comunale (entro 6 mesi, comma 2 art 38 Statuto), dovranno inserire la proposta all’ordine del giorno, discuterla e deliberare accogliendola o respingendola. Evidentemente, il nostro auspicio è che la proposta venga approvata. Daremo tutto la nostra disponibilità alla stesura di nuovi regolamenti per l’attuazione di questi strumenti. Sarebbe una vittoria dei cittadini. Sarebbe una vittoria della democrazia.

    15 COMMENTS

    1. Bravi i Grillini. Complimenti
      per l’ottimo lavoro svolto. Vorrei,
      comunque, chiedere ai fautori della iniziativa: cosa succederà, se scaduti 6 mesi l’Amministrazione Comunale non avrà inserito la proposta all’o.d.g. ?. Oppure, la proposta non sarà accolta dal
      Consiglio Comunale ?

      24-12-2013

      • Se non viene inserita nell’odg dei prossimi 6 mesi, si violano disposizioni statutarie e di legge (art. 8 dlgs 267/2000). Percui, si configura illecito amministrativo e inadempienza di legge a carico del Sindaco.

        L&