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    Il Commissario Straordinario della Provincia di Foggia Costantini chiude la Scuola Provinciale di Protezione Civile

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    “Considero sbagliato e dannoso per la Capitanata il provvedimento con il quale il Commissario straordinario della Provincia di Foggia ha disposto la chiusura della Scuola Provinciale di Protezione Civile. Non ne comprendo il senso e dichiaro sin d’ora la mia completa disponibilità a spiegare in modo analitico e dettagliato cosa sia e quale funzione strategica rivesta questa struttura. Aspetti, questi, che evidentemente non si conoscono o non sono stati sufficientemente compresi”. Così Domenico Farina, coordinatore provinciale del movimento politico ‘Fratelli d’Italia’ ed ex assessore provinciale alla Protezione Civile, stigmatizza il provvedimento recentemente assunto dal Commissario Straordinario della Provincia di Foggia, Fabio Costantini. Con la delibera commissariale numero 110 del 23 ottobre scorso, infatti, il Commissario ha nominato il dirigente Oscar Corsico Amministratore Unico della Scuola Provinciale di Protezione Civile, affidandogli espressamente il mandato di chiudere l’organismo varato dalla precedente Amministrazione provinciale e validato alla unanimità dal Consiglio provinciale uscente. “La decisione del Commissario Costantini mi lascia attonito – commenta Farina – perché dispone senza alcun confronto e senza alcun approfondimento la chiusura di una delle strutture più innovative in materia di Protezione Civile mai create in Capitanata, un fiore all’occhiello del territorio provinciale all’interno del panorama nazionale, la cui nascita è stata condivisa e partecipata da tutte le associazioni di volontariato operanti in questo campo, che ne hanno riconosciuto l’utilità e la strategicità”.

    “Comprendo e condivido la necessità di operare una razionalizzazione dei costi della macchina amministrativa provinciale – dichiara il coordinatore provinciale del movimento politico ‘Fratelli d’Italia’ –. Proprio per questo quando la giunta guidata da Antonio Pepe e l’assemblea consiliare di Palazzo Dogana vararono l’istituzione della Scuola fu immaginata una struttura snella, che non gravasse sulle casse dell’Ente. Non a caso lo statuto della Scuola dispone che i componenti del suo Consiglio d’Amministrazione, azzerati successivamente dal Commissario, non abbiano diritto ad alcun compenso economico”. “Mi pare dunque singolare il provvedimento commissariale, assunto peraltro senza ascoltare neppure le associazioni di volontariato che tanto si sono spese affinché la provincia di Foggia ottenesse questa importante conquista, che lo stesso governo regionale ha considerato una assoluta eccellenza nell’ambito delle attività di Protezione Civile della Puglia – sottolinea Farina –. Attraverso questa struttura, ad esempio, abbiamo potuto tenere a costo zero esercitazioni nelle scuole e rivolte ai giovani del territorio, per prepararli alle azioni di primo intervento in caso di calamità. Peraltro appare quantomeno curioso che il Prefetto Costantini abbia deciso di liquidare così rapidamente e superficialmente la Scuola di Protezione Civile ma di lasciare in vita la Scuola di Pubblica Amministrazione ‘Francesco Marcone’, il cui peso economico sulle finanze dell’Ente è decisamente più significativo”.

    “Francamente mi chiedo se questa decisione sia frutto della mancata comprensione della funzione di questo organismo o se dipenda invece dalla lucida volontà di declassare il settore della Protezione Civile, considerandolo come qualcosa di cui la Capitanata può fare tranquillamente a meno – conclude il coordinatore provinciale del movimento politico ‘Fratelli d’Italia’ –. Spero sinceramente che si tratti della prima ipotesi. E proprio per questo rinnovo al Commissario Costantini l’appello ad ascoltare l’universo delle associazioni di volontariato e, qualora lo ritenesse opportuno, anche quanti hanno ideato e realizzato la Scuola Provinciale di Protezione Civile. Sono certo che in questo confronto egli saprà trovare le ragioni per tornare sui suoi passi, revocare la delibera commissariale ed evitare così di privare la comunità della provincia di Foggia di una così importante e strategica struttura”.