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    In Puglia i depuratori sono al collasso. Il caso in Parlamento

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    Approderà in Parlamento la vicenda dei depuratori pugliesi «scoperchiata» dagli allarmanti dati di «Goletta Verde» diffusi nei giorni scorsi dal presidente di Legambiente, Francesco Tarantini. Gran parte dei prelievi effettuati in prossimità delle coste pugliesi (foci di fiumi, canali e scarichi dagli impianti di depurazione) hanno registrato inquinamento in mare, ma gli ambientalisti hanno puntato l’indice anche sul problema dei territori completamente sprovvisti di servizi fognari o di depurazione: 1 milione di cittadini (il 23%) sverserebbe direttamente in mare o in falda. La vicenda è antica e ha finito per scuotere anche i vertici dell’Acquedotto pugliese, visto che proprio per il blocco degli investimenti sui depuratori e le inchieste pendenti sui lavori di alcuni impianti (è il caso del Gennarini-Bellavista di Taranto), l’amministratore unico, Gioacchino Maselli – fresco di nomina – aveva minacciato le dimissioni. Ieri il gruppo di lavoro istituito in consiglio regionale (Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Salvatore Negro e Ignazio Zullo) ha, così, chiesto audizione alla commissione Ambiente della Camera, a seguito delle sollecitazioni bipartisan già inviate dai deputati pugliesi Antonio Distaso (Pdl), Antonio Decaro (Pd) e Salvatore Matarrese (Sc): le gravi inadeguatezze del sistema di depurazione pugliese, dicono i consiglieri, richiedono risolutivi provvedimenti anche da parte di Parlamento e Governo.

    «Rappresenteremo – dice ora Amati – le nostre ragioni per ottenere una modifica del Codice dell’ambiente in materia di scarichi nella falda», ovvero «rendere possibile lo scarico in falda dei reflui depurati». Si tratta di una soluzione normativa avanzata da tutti i governi regionali – rimarca Amati – con il consenso dell’Arpa, dell’Autorità di Bacino e delle associazioni ambientaliste. Inoltre, una deroga alle normative comunitarie sulle falde potrebbe risolvere «i problemi e le contestazioni – aggiunge – relativi agli scarichi dei depuratori, tra gli altri, di Sava-Manduria, Gallipoli, Carovigno, Rutigliano e Nardò-Porto Cesareo», dove i residenti e i bagnanti lamentano lo sversamento in mare. La Commissione della Camera, poi, dovrà occuparsi della proroga, al 31 dicembre 2013 del termine per ultimare i lavori di adeguamento degli impianti di depurazione alla normativa europea. «Una proroga molto importante – ricorda Decaro – poiché i lavori su alcuni depuratori sono stati rallentati dalle modifiche progettuali che si sono rese necessarie in seguito alla modifica legislativa che impediva lo scarico in falda e stabiliva quindi una diversa destinazione. Ora occorre completare quei lavori sui depuratori che ancora scaricano fuori tabella e terminare i lavori sulle linee trattamento fanghi».

    Di fronte all’evidenza che «il mare è sostanzialmente l’unico corpo idrico superficiale per lo scarico in Puglia», resta però il problema della depurazione, ai limiti del collasso. E c’è chi, come i consiglieri di «Realtà Italia» Tommy Attanasio e Antonio Buccoliero, chiede al presidente della Regione di «commissariare l’Acquedotto». «Le recenti indagini di Goletta Verde e le continue opacità nella gestione dell’Aqp, ci inducono a ritenere – dicono gli esponenti del movimento guidato da Giacomo Olivieri – che il commissariamento della più grande azienda pubblica del Sud, come già fatto per gli Iacp, non sia più rinviabile. I prossimi mesi saranno cruciali per il futuro di Aqp, vi saranno imponenti risorse Ue da destinare all’efficienza della rete idrica e alla messa a norma dei depuratori. Gli appalti che saranno aggiudicati, dovranno assolutamente trovare Aqp pronta». (Bepi Martellotta, laGazzettadelMezzogiorno.it)

    2 COMMENTS

    1. ”SCOPERCHIATO”!!!
      Assurdo,sono parametri che andavano monitorati ”dalle nostre istituzioni” , e pensare che il governatore della regione appartiene ad un partito che si dichiara tra i piu’ambientalisti.
      Bla bla bla bla……..continuo a pensare che la frase del leghista sia simpatica:-)

    2. Abbiamo bisogno urgentemente di un buon depuratore.
      PER DEPURARE I POLITICI ITALIANI.
      UN INCENERITORE NON SAREBBE NEMMENO MALE.

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