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    Napolitano ancora Presidente della Repubblica con 738 voti

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    Giorgio Napolitano è stato rieletto al Quirinale. Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana un Capo di Stato uscente rimane alla guida del nostro paese. Alla fine delle consultazioni elettorali di 57 giorni fa aveva ribadito con forza che non si sarebbe ricandidato, dopo le prime consultazioni (fallite) per tentare di formare un nuovo governo. Giovedì scorso si aprono le elezioni per la presidenza della Repubblica: il centrosinistra e il centrodestra insieme a Lega e Sel concordano sull’elezione di Franco Marini, ex Presidente del Senato, nel Pd la scelta almeno per una buona parte del gruppo dirigente non trova favore; il Movimento 5 Stelle propone Stefano Rodotà. Alle prime due votazioni Marini non ce la fa, e si apre lo scontro che fa pensare che in molti hanno votato sul candidato grillino. In una notte infuocata Bersani annuncia la candidatura di Prodi, che il Pdl reputa come offensiva, i grillini insistono sul loro candidato. La quarta votazione è quella decisiva, ma Prodi si ferma a 395 voti; si scoprirà che 101 franchi tiratori hanno impedito la sua elezione. La crepa è ancora più profonda di 24 ore prima; di lì dalle 20.48 alle 22.25 accade l’impensabile: la Bindi si dimette dalla Presidenza negando ogni addebito per ciò che è avvenuto, e Bersani due ore più tardi annuncia le sue dimissioni dopo aver eletto il nuovo Presidente della Repubblica, in una drammatica riunione con i grandi elettori. Il giorno che comincia è pieno di incognite; tutti votano alla quinta scheda bianca, mentre Rodotà rimane il candidato di Grillo e Sel; il Pdl, la Lega, e Scelta Civica che aveva puntato sulla Cancellieri, si convince che l’unica soluzione possibile è Giorgio Napolitano, il Presidente uscente. Tutti vanno al Quirinale chiedendogli la disponibilità per una rielezione; lui ci pensa e poco dopo le 14.00 da la sua risposta positiva. La sesta votazione è un plebiscito: 738 voti contro i 217 di Rodotà. Il giuramento avverrà lunedì alle ore 17.00, quando spiegherà i termini del suo mandato. All’esterno di Palazzo Chigi una protesta rumorosa scuote ma non troppo l’elezione, mentre Grillo annuncia una protesta in piazza prima di ritirare il tutto e non presentarsi. Per la politica italiana, dopo tante tensioni, un punto fermo dal quale ripartire.

    7 COMMENTS

    1. In tutta questa vicenda hanno vinto i “POTERI FORTI”, ovvero
      le LOBBY cui fanno capo a tutti i partiti che hanno sostenuto l’uscente Capo
      dello Stato Giorgio Napolitano e che determinano la politica a loro piacimento.

      La democrazia è una bella cosa, però non sempre attraverso
      la stessa vengono salvaguardati i ceti medi e quelli meno abbienti.

      Spero solo che il prossimo governo, comunque denominato e
      composto, dia risposte concrete ai ceti sopra descritti onde scongiurare di
      scendere davvero in piazza con i forconi.

      21-4-2013

    2. Napolitano ha dovuto accettare una ricandidatura per salvare l’Italia da una situazione di stallo senza via d’uscita. Adesso si farà un governo pseudo tecnico di larghe intese e poi, appena possibile, via verso nuove elezioni (non prima, ovviamente, di aver fatto una nuova legge elettorale da orchestrarsi in modo da far fuori il nemico pubblico n. 1).
      Certo tutta la situazione, più che rabbia fa tristezza.
      Pensate un pò: l’intera politica italiana impaurita e malmenata dalla propria nemesi. Un comico genovese che mortifica la vecchia classe politica a colpi di…democrazia, liberalità e giustizia sociale…
      Eh no, i nostri vecchi politici non erano pronti a fronteggiare una rivoluzione basata nientemeno che sulla…giustizia!

      Ciò che fa ridere è che pare non abbiano ancora capito niente…
      Ciò che invece fa rabbia è che se si tratta di lasciare le cose come stanno, specie in termini di intrallazzi, corruzione, favoritismi e privilegi, ci mettono meno di un minuto e mezzo ad allearsi… anche con quelli che una volta erano i loro nemici giurati.

    3. Ho la sensazione che i Sig.ri
      Dirigenti locali del Partito
      Democratico, alla luce di quanto accaduto a livello nazionale, abbiano messo la testa nella sabbia come gli
      struzzi. Mentre detti simpatici animali lo fanno istintivamente convinti di sfuggire
      al pericolo, i citati “comandanti” del
      PD lo fanno con ragione per la vergogna,
      però questa volta, per conto dei loro oligarchi
      politici nazionali.

      Atteggiamento non condivisibile. Una volta tanto che non sono coinvolti direttamente
      ………., nonostante ciò preferiscono il silenzio stampa.

      Immagino l’aria che si respira al
      loro interno in via Mameli. Già la situazione era incandescente per l’esclusione
      della rappresentanza di Cerignola a livello di
      Segreteria provinciale,
      figuriamoci ora (sempre a livello locale) con l’acuirsi di risentimenti tra frazioni o correnti causa
      elezioni del Capo dello Stato.

      Come lettori attenti, non ci
      resta che registrare quanto tempo durerà
      il loro silenzio, a meno di un intervento scuotitore (o scotitore) di codesta
      Redazione.

      21-4-2013

    4. Sento, vivamente che qualcosa succederà, se questi non prendono provvedimenti URGENTISSIMI, iniziate a spazzare via le PENSIONI D’ORO, portare gli stipendi d’Oro a 3.000,00, a sequestrare tutti i capitali ai vecchi politici che hanno rubato e via via dare i soldi a tutti gli imprenditori, quelli veri e non ai collusi con la mafia, e pian pian FORSE qualcosa cambierà.
      Diversamente, Prepariamoci TUTTI ma TUTTI al PEGGIO.

    5. Se il Presidente Napolitano, vuole mettere la sua coscienza quasi a posto questa è la GRANDE POSSIBILITA’, direi UNICA, ha l’obbligo di Non dare retta a berlusconi, Monti Dalema e i pesci Grossi dell Politica Italiana e chiamare al Quirinale RODOTA’, discutere e iniziare i lavori con il vero CAMBIAMENTO, solo così darà dimostrazione e volontà che L’ITALIA si aggiusti. Diversamente sarà la FINE.

    6. tutti i commenti che facciamo qui sono inutili.
      siamo un popolo prevalentemente di caproni.
      ci lasciamo convincere dalle tv e dai giornali di balle spaziali.
      la politica del Paese è questa, una comunità intera di Schettino che a differenza sua non lascia la nave che affonda, ma rimane lì a spolpare ancora quel poco di spolpabile.
      negano anche il parere della gente che li insulta per strada.
      ora capisco il senso delle scorte che usano per spostarsi.
      devono difendersi dai cittadini.

    7. Quanto tempo deve trascorrere ancora prima che si cominci a pensare VERAMENTE che la politica si regge con l’unico POTERE FORTE: IL DENARO! Tutto il resto sono sonore strombate. Oggi Re Giorgio non ha vinto nulla, anzi ancora una volta ha dimostrato di non rappresentare neanche il suo partito. “Si è sacrificato per il bene del Paese!” Il grande Totò avrebbe risposto a questa media-esclamazione alla sua maniera: Ma mi faccia il piacere!
      Il P.D. che non ha nè anima e nè corpo ha messo in gioco tutto quanto di vecchio era proponibile, per tramite del suo 7° segretario interno Bersani, ma gli altri 6 Ombra l’anno subito impallinato, costringendolo a farsi da parte, ma con l’incarico a tempo di Presidente del Consiglio in pectore, così a datata memoria si potrà scrivere sulla targa: E’ stato presidente del Consiglio (incaricato di verifica) per 7 giorni. I proposti Presidenti della Repubblica dovevano scomparire dalla scena politica così con il toto Presidente sono stati “bruciati”, in modo da eliminarli politicamente, con la speranza che vadano a riposarsi sdraiandosi sulle loro “parche” pensioni. Il frutto di una vita “consumata” alle spalle di Pantalone. Cosa c’è da aggiungere a tutto ciò? La politica sporca, non è sporca, ma quando si diventa sporcaccioni si fa fatica a riconoscersi. Impossibile riflettere senza specchi. Tutto il resto è noia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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