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    Operazione “White Beach”: 41 arresti tra Cerignola e Margherita | Video e foto

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    I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 41 indagati. I reati contestati sono quelli di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché una rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi da sparo, falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Le misure cautelari sono state eseguite a carico di:

    CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

    1. BIZZOCA Sebastiano, cl. 1987, di Margherita di Savoia
    2. CAPUTO Michele, cl. 1977, di Margherita di Savoia;
    3. CITOLI Michele, cl. 1989, di Margherita di Savoia;
    4. D’ANGELANTONIO Lucia, cl. 1961, di Margherita di Savoia;
    5. DASSISTI Michelangelo, cl. 1980, di Margherita di Savoia;
    6. DE CRISTOFARO Giuseppe, cl. 1983, di Manfredonia;
    7. DI PACE Giuseppe, cl. 1984, di Margherita di Savoia;
    8. GIANDOLFI Francesco, cl. 1987, di Manfredonia;
    9. GRANATO Pio Pasquale, cl. 1987, di Cerignola;
    10. IZZI Nicola, cl. 1971, di Cerignola;
    11. KURTAJ Denis, cl. 1985, albanese, residente a Margherita di Savoia;
    12. LAROVERE Ivan, cl. 1992, di Margherita di Savoia;
    13. PERRUCCI Carmine, cl. 1981, di Margherita di Savoia;
    14. RIONTINO Massimo, cl. 1982, di Margherita di Savoia;
    15. RUSSO Matteo, cl. 1989, di Cerignola;
    16. STRAFEZZA Paolo, cl. 1975, di Cerignola;
    17. VALENTINO Cosimo Damiano, cl. 1966, di Margherita di Savoia;
    18. VALENTINO Rodolfo, cl. 1977, di Margherita di Savoia

    ARRESTI DOMICILIARI

    1. BASHA Ali, cl. 1973, di Margherita di Savoia, domiciliato a Milano;
    2. BICCARI Gianluca, cl. 1985, di Margherita di Savoia.
    3. CITOLI Antonio, cl. 1987, di Margherita di Savoia;
    4. DI PACE Cosimo Damiano, cl. 1958, di Margherita di Savoia;
    5. DITRANI Giuseppe, cl. 1976, di Cerignola;
    6. IURILLI Luigi, cl. 1990, di Margherita di Savoia;
    7. IURILLI Michele, cl. 1986, di Margherita di Savoia;
    8. KURTAJ Arnis, cl. 1990, albanese, domiciliato a Margherita di Savoia;
    9. LANOTTE Giuseppe, cl. 1981, di Margherita di Savoia;
    10. MARRANO Giuseppe, cl. 1983, di Margherita di Savoia; domiciliato in Castel Fiorentino (FI);
    11. MASTRAPASQUA Giuseppe, cl.1982, di Margherita di Savoia;
    12. MURIANNI Floriana, cl. 1987, di Margherita di Savoia;
    13. PORCELLI Cosmo, cl. 1986 di Cerignola;
    14. SECCIA Carminantonio, cl. 1990, di Margherita di Savoia;
    15. SECCIA Giuseppe, cl. 1989, di Cerignola;
    16. SPINA Berardino, cl. 1987, di Margherita di Savoia;

    OBBLIGO PRESENTAZIONE P.G.

    1. DELVECCHIO Rosa, cl. 1984, di Margherita di Savoia;
    2. MURIANNI Samantha, cl. 1993, di Cerignola;
    3. SECCIA Carminantonio, cl. 1986, di Margherita di Savoia;
    4. SECCIA Maria Assunta, cl. 1986, di Margherita di Savoia;
    5. PIOMBAROLO Francesco, cl. 16/12/1961, di Andria;
    6. VALENTINO Saverio, cl. 1967, di Margherita di Savoia;

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    Le indagini dei Carabinieri, dirette dalla Procura della Repubblica di Foggia, si sono basate su complesse attività tecniche oltre che su numerosi servizi di riscontro. Allarmanti i bilanci dell’inchiesta che ha avuto come epicentro le città di Margherita di Savoia e Cerignola: oltre 1300 sono stati gli episodi totali di spaccio accertati dagli investigatori, nonché il coinvolgimento di giovanissimi nella gestione dello smercio di stupefacenti “da strada”, per un giro di affari stimato intorno ai 150.000,00 euro. L’attività investigativa ha preso avvio dal sequestro di una dose di cocaina eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo a Margherita di Savoia nei confronti di due persone che poco prima del controllo erano state viste uscire dall’abitazione di D’ANGELANTONIO Lucia, sita nel rione “Isola Verde”. La conseguente attività investigativa, sviluppata da marzo a ottobre 2011, attraverso una serie di attività tecniche nei confronti di D’ANGELANTONIO Lucia e poi via via estese alle persone contattate da questa per operazioni riconducibili al traffico di sostanze stupefacenti, ha consentito di giungere alla compiuta individuazione di un numero rilevante di spacciatori operanti prevalentemente a Margherita di Savoia e nei comuni limitrofi dediti all’acquisto, detenzione e spaccio di droga. In particolare, sono stati individuati 9 aggregati, i cui compartecipi erano dotati di una propria autonomia organizzativa ed operativa:

    1. il gruppo facente capo a D’ANGELANTONIO Lucia, che dopo essersi approvvigionata alla bisogna di “cocaina” da DI PACE Giuseppe e di marijuana e hashish da altri fornitori, la commerciava direttamente o tramite la figlia MURIANNI Floriana ed il genero KURTAJ Denis, KURTAJ Arnis fratello di Denis, BASHA Alì. Quest’ultimi, agendo ciascuno anche in autonomia operativa e separatamente l’uno dall’altro, provvedevano allo spaccio oppure facevano da intermediari per conto della D’ANGELANTONIO per farla acquistare ad altri;
    2. il gruppo facente capo a DI PACE Giuseppe, che dopo essersi approvvigionato alla bisogna di “cocaina” da D’ANGELANTONIO Lucia, in un rapporto di solidarietà reciproca con la stessa, o da VALENTINO Rodolfo con l’intermediazione di LAROVERE Ivan o, in alternativa, da PIOMBAROLO Francesco di Andria, la commerciava direttamente o tramite lo stesso LAROVERE Ivan, DASSISTI Michelangelo, BIZZOCA Sebastiano, SPINA Berardino, DI PACE Cosimo Damiano, CITOLI Antonio, BICCARI Gianluca, MARRANO Giuseppe. Anche quest’ultimi, come nel gruppo precedente, erano dotati di autonomia operativa e potevano agire separatamente l’uno dall’altro, provvedevano allo smercio della droga oppure facevano da intermediari per conto del DI PACE;
    3. il gruppo facente capo a VALENTINO Rodolfo, che dopo essersi approvvigionato alla bisogna di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana” da fornitori cerignolani, provvedeva allo spaccio direttamente o tramite IURILLI Michele, IURILLI Luigi, SECCIA Carminantonio (cl. 1986), VALENTINO Saverio, VALENTINO Cosimo Damiano, SECCIA Mariassunta, SECCIA Carminantonio (cl. 1990), che partecipavano al commercio di droga, per conto del VALENTINO, provvedendo allo smercio oppure facendo da intermediari per farla acquistare da altri;

    Attraverso VALENTINO Rodolfo si è giunti a

    1. LA NOTTE Giuseppe, che era impegnato con una sua cerchia, in modo autonomo, nel commercio di marijuana;

    Le indagini sul conto di BIZZOCA Sebastiano hanno consentito di individuare altre reti di spaccio riferibili a:

    1. GRANATO Pasquale Pio, RUSSO Matteo e IZZI Nicola,
    2. PERRUCCI Carmine
    3. PORCELLI Cosmo, SECCIA Giuseppe, PUGLIESE Potito;

    che avevano un’autonoma attività di commercio illecito di cocaina; ed ancora, le indagini sul conto di IZZI Nicola conducevano a:

    1. STRAFEZZA Paolo, DI TRANI Giuseppe, che spacciavano cocaina e hashish;
    2. DE CRISTOFARO Giuseppe, che dopo aver acquistato cocaina o hashish da STRAFEZZA Paolo, direttamente o attraverso GIANDOLFI Francesco ed un minore non colpito da misura la immetteva al consumo vendendola a terzi.

    Dato di estremo interesse è quello costituito dall’uso, per così dire, in comproprietà di talune utenze telefoniche: “utenze di servizio” destinate all’attività delittuosa. Sofisticato il sistema di comunicazione tra gli indagati. Quasi tutti utilizzavano pressoché costantemente un linguaggio che cercasse di mantenere nascoste l’identità delle persone che dialogavano e l’oggetto reale delle conversazioni attraverso un vero e proprio codice convenzionale così come talune espressioni gergali, che gli interlocutori utilizzavano per far intendere a chi ascoltava quale fosse l’oggetto delle richieste rivoltegli. Per indicare lo stupefacente, si spaziava in vari campi: “MOTORINO”, “CAFFE’”, “MOTORE GRANDE”, “MACCHINA”; “PERSONE”; “CIPOLLINE” (termini che stanno ad indicare le dosi di cocaina confezionate per lo spaccio da strada); “BIANCA”; ”GIALLA” (termini utilizzati, secondo il colore assunto dalla cocaina, per distinguere la naturale da quella sintetica c.d. “chimica”); “LENTA” (termine che sta ad indicare la droga di scarsa qualità che provoca un effetto psicotropo ritardato); “FUMO”; “CANNETTA” (termini che stanno ad indicare rispettivamente hashish e marijuana) che denotano chiaramente l’intento degli interlocutore di non chiamare l’oggetto della conversazione con il suo nome reale. Le attività di spaccio poste in essere dagli indagati presentano caratteristiche simili che presuppongono un comune metodo operativo che era conosciuto anche dagli acquirenti, i quali adeguavano le proprie condotte e gli strumenti di comunicazione a tale metodo.

    Inoltre, il GIP ha riconosciuto nei confronti di DI PACE Giuseppe, RIONTINO Massimo e DASSISTI Michelangelo la sussistenza di gravi indizi quali esecutori materiali di una rapina a mano armata e dei connessi reati di detenzione e porto illegale di una pistola in luogo pubblico e lesioni personali aggravate. La sera del 3 luglio 2011, a Margherita di Savoia, due uomini, armati di pistola e con il volto coperto, nei pressi della sua abitazione, aggredivano il titolare di un supermercato che al termine della giornata lavorativa stava rincasando con l’incasso. La vittima, nel tentativo estremo di nasconderlo, aveva gettato una busta di plastica contenente la somma di euro 9.850,00 nel giardino della sua abitazione, che però veniva prelevata dai rapinatori che subito dopo si allontanavano facendo perdere le proprie tracce. Dalle informazioni acquisite nell’immediatezza dei fatti, da persone che avevano assistito alla rapina, i Carabinieri apprendevano che i rapinatori erano fuggiti a bordo di una Lancia Thema, di colore blu, condotta da una terza persona. L’auto era stata rubata a Zapponeta. In particolare, si accertava che DI PACE Giuseppe aveva pedinato la vittima, fornendo a mezzo telefono le relative informazioni circa i suoi spostamenti a RIONTINO Massimo che si trovava insieme a DASSISTI Michelangelo; RIONTINO Massimo e DASSISTI Michelangelo, entrambi agendo a volto coperto ed armati di pistola, avevano minacciato la vittima introducendosi nel giardino di casa approfittando dell’apertura del cancello, recuperando ed impossessandosi della busta di plastica contenente il denaro. Le indagini avevano consentito nell’immediatezza di recuperare parte del bottino e di rinvenire l’auto utilizzata nella rapina.

    Inoltre, agli indagati BASHA Alì e D’ANGELANTONIO Lucia sono stati contestati i reati di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, gli stessi mediante artifizi e raggiri – consistiti nel simulare rapporti di lavoro tra stranieri extra Unione Europea da una parte, e cittadini italiani dall’altra, nel produrre istanze di regolarizzazione (c.d. “emersione”) sulla base di false certificazioni sanitarie attestanti la necessità di assistenza domiciliare; nel simulare l’ospitalità dei cittadini stranieri interessati – inducevano in errore i funzionari dello “Sportello Unico per l’Immigrazione (S.U.I.)” presso la Prefettura-U.T.G. di Foggia ottenendo così il “nulla osta” per gli stranieri che corrispondevano in cambio agli indagati una somma di denaro.

    Infine, l’inchiesta ha consentito di identificare negli indagati CAPUTO Michele, MASTRAPASQUA Giuseppe e VALENTINO Cosimo Damiano gli autori di un “pestaggio” in pregiudizio di un tossicodipendente che era stato ritenuto responsabile della “sparizione” di 300 grammi di “cocaina” pronti per essere immessi al consumo da un nascondiglio ubicato sul lungomare di Margherita di Savoia. Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 4 persone, mentre 73 sono state quelle complessivamente denunciate (di cui 41 colpite dal provvedimento). Un indagato destinatario del medesimo provvedimento restrittivo, sfuggito alla cattura, è attivamente ricercato.

    5 COMMENTS

    1. Complimenti vivissimi alle forze dell’ordine, con l’auspicio che ora rimarranno un po’ dentro. L’unica cosa che mi lascia esterefatto,e’ il fatto che su questo giornale si commentano solo le notizie politiche. Saluti

    2. ma….che livello di schifezza ha raggiunto margherita di savoia….poi gli elementi arrestati si conoscono è da 20 anni che spacciano pero’ in galera ci stanno poco tempo invece di farli marcire li mettono fuori….ci vogliono delle misure forti….per questi reati 20 anni di carcere..poi vediamo se spacciano

    3. Questa gente continua imperterrita a delinquere xke’ lo Stato nn li punisce a dovere..i capoccioni nn so quante volte sn stati arrestati e dp qualke mese rilasciati.E’ 1 problema comune a tutta l’ Italia, nn sl a Margherita di Savoia…Sn xsone inutili, posso marcire tranquillamente in carcere!! E voi ke fate uso di quelle porkerie valete ancora meno di loro ke la spacciano.

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