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    “Quinta Colonna” a Cerignola: un’occasione persa

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    Un’occasione gettata al vento, o più semplicemente un minuto di vetrina per qualcuno. E’ riassumibile così, in modo assai breve, il collegamento che ieri sera ha visto protagonista Cerignola su Rete 4, all’interno del format televisivo Quinta Colonna. I buoni propositi della trasmissione condotta da Paolo Del Debbio, ovvero la sua caratteristica fondamentale di creare collegamenti in diretta con alcune città italiane per trattare temi di economia e politica attraverso le testimonianze e le opinioni dei cittadini residenti, ha cozzato con Cerignola, o almeno con una parte di essa che in molti, ieri sera, hanno sperato fosse minoranza e non rappresentasse realmente il paese. Il tema sociale, vero snodo dell’itera serata, doveva portare a conoscenza del grande schermo la situazione lavorativa dei giovani cerignolani, la vivibilità del paese, le condizioni socioeconomiche delle famiglie, i problemi dei commercianti e, invece, ha ‘dato spettacolo’, come riportato sulle pagine dei social network da molti concittadini, facendo emergere solamente l’arrivismo, l’arroganza e la voglia di apparire senza una vera ragione.

    Sorvolando sul giudizio di merito sulla trasmissione che, visti gli ascolti, evidentemente gode del gradimento del pubblico del lunedì sera, dispiace che ancora una volta una città come Cerignola sia apparsa per quello che non è, o meglio solo per i suoi aspetti negativi, sicuramente tanti ma non gli unici meritevoli di attenzioni. Storicamente, ed è motivo di vanto per questa città, Cerignola ha sempre saputo rialzarsi dalle brutte situazioni, sociali, economiche e politiche. Non solo, anche quando la morsa della malavita, delle organizzazioni a delinquere di stampo mafioso avevano reso la città invivibile, dando all’esterno un’immagine devastante, i cerignolani hanno saputo rialzarsi, riprendendosi quella dignità umana che meritavano. Passano gli anni ma non cambia la storia: oggi Cerignola vive una situazione assai difficile, da un punto di vista sociale, economico, politico, e di sicurezza.

    E grazie all’impegno dei cittadini e delle istituzioni, con una collaborazione che si infittisce ogni giorno di più, i primi timidi risultati si vedono. La cronaca ci racconta di brillanti arresti operati da Polizia e Carabinieri grazie a segnalazioni e testimonianze dei residenti; nel sociale, con tutte le difficoltà del caso, cresce l’associazionismo e nascono nuovi soggetti; la politica vede l’inizio di una nuova era, di nuove generazioni che provano a farsi largo, pensiamo ai tanti giovani consiglieri del PdL, a Ricambio Generazionale e Cerignola Libera, alla nuova segretaria del Pd cittadino guidata da un trentenne. Allora Cerignola è un’isola felice? Certo che no, il senso no è questo. Il punto, e ieri sera ne è stata la riprova, è che Cerignola riesce a dare un’immagine negativa anche quando avrebbe la possibilità di denunciare davvero i problemi della città, che non sono quelli visti ieri sera, cioè gli spintoni per apparire in tv, o la lotta su chi doveva parlare per primo, né tanto meno alla battaglia dei No Tav (giusta o sbagliata che sia). Ieri si poteva parlare del lavoro nero in città, non solo nelle campagne ma anche nelle attività commerciali; il Caporalato che, per carità, è un tema tabù per la politica ma anche per i cittadini, perché fa comodo un po’ a tutti; gli immigrati irregolari che lavorano nelle campagne, ai quali vengono date in affitto case senza regolare contratto (e gli immobili sono dei cerignolani, spesso anche facoltosi); la piaga del riciclaggio della auto rubate e dei pezzi di ricambio; il problema droga, sia a livello di traffico che sul piano del consumo di stupefacenti (sempre più cocaina) già dai 14-15 anni. La carenza di risorse umane nell’apparato delle forze dell’ordine, che con la chiusura del Tribunale si alimenterà ancor di più. E invece nulla.

    Tutti vogliono parlare per dire cosa? Che a Cerignola gli stranieri ci rubano il lavoro. Poi, magari, noi risultiamo braccianti agricoli senza aver fatto mai un minuto di lavoro nei campi. Ecco, ieri sera, invece di sgomitare per provare ad apparire in tv, come hanno fatto molti cittadini, compresi alcuni politici locali, sarebbe stato più opportuno spiegare al conduttore e al produttore che era in loco quale sia la realtà di Cerignola oggi, come questa sia cambiata e si sia evoluta nel tempo, ma soprattutto cosa facciamo noi cittadini per migliorarla. Dopo, e solo dopo tutto questo, potevamo passare alla denuncia di quello che non va.