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    Tribunale, accolta la sospensiva per la chiusura della sede di Cerignola dal Tar

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    Giunge l’ufficialità di tutte le parti in causa sul caso del Tribunale di Cerignola. La sospensiva la provvedimento, richiesta dagli avvocati, ha trovato l’accoglimento del Tar di Bari, almeno fino a fine settembre. Di seguito la nota ufficiale.

    Giustizia, Oua: dal Tar di Bari ulteriore colpo al provvedimento di taglio degli uffici giudiziari. Accolta la sospensiva per la chiusura delle sede distaccata di Cerignola

    L’Oua valuta positivamente l’accoglimento della sospensiva a seguito del ricorso (n. 1137/2013) presentato al TAR Bari dal Comune di Cerignola (più 10) contro Ministero della Giustizia per la chiusura della locale sede distaccata. Per Nicola Marino, presidente Oua è “un intervento giusto a tutela del buon funzionamento del sistema giustizia a Cerignola. Un tassello in più di una situazione caotica diffusa in tutto il Paese. Il ministro Cancellieri ritorni sui suoi passi. Insistere è un assurdo”. 

    Ieri mattina, intanto, anche il Consiglio comunale si era schierato unanime contro questo provvedimento. Di seguito la nota stampa dell’ufficio comunale.

    Il Consiglio Comunale di Cerignola ha approvato stamane all’unanimità, all’interno del Palazzo di Giustizia, un documento, proposto dal Comitato Spontaneo a difesa del Tribunale, che impegna il Sindaco e la Giunta a chiedere, insieme ai parlamentari della provincia di Foggia e al Presidente della Regione Puglia, un incontro urgentissimo al Ministro della Giustizia. L’obiettivo è ottenere la deroga prevista dall’articolo 8 del decreto legislativo n.155 del 7 settembre 2012, il provvedimento con il quale si opera una revisione delle circoscrizioni giudiziarie italiane, che stabilisce, tra l’altro, la soppressione di 220 sezioni distaccate di Tribunale, tra cui appunto quella di Cerignola. L’articolo 8 afferma che “laddove sussistano specifiche ragioni organizzative o funzionali, il Ministro della Giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del Tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni, gli immobili di proprietà comunale costruiti con fondi dedicati all’edilizia giudiziaria”. E’ questo il caso del Tribunale di Cerignola, la cui cancellazione, secondo l’Amministrazione Comunale e gli avvocati da lunedì scorso in presidio permanente, determinerebbe una serie di conseguenze drammatiche per il personale giudiziario e per la città. La richiesta di una proroga quinquennale, secondo gli stessi avvocati, è in perfetta linea con i dettami della spending review. L’Amministrazione Comunale di Cerignola chiederà al Ministro Cancellieri di soprassedere alle operazioni di trasloco almeno sino all’entrata in vigore della legge, e quindi sino al 13 settembre. Nel documento, infine, il Consiglio Comunale chiede al Consiglio Regionale della Puglia di attuare la procedura per il referendum abrogativo delle norme sulla geografia giudiziale.

    Abbiamo presentato ricorso al Tar – ha detto l’assessore al Contenzioso, l’avvocato Marco Merlicco, durante la sua relazione – per la sospensiva dell’applicazione del decreto ministeriale dell’8 agosto scorso del ministro Cancellieri, con cui veniva riconfermato l’accorpamento al Tribunale di Foggia delle sue quattro sezioni distaccate, così come abbiamo impugnato la comunicazione del Presidente del Tribunale di Foggia, riguardante il cronoprogramma delle operazioni di trasloco”. Per diversi motivi – ha aggiunto – Foggia non è in grado, attualmente, di assorbire le quattro sezioni distaccate, mentre invece il Tribunale di Cerignola non ha alcun costo per lo Stato. La nostra è purtroppo una città ad altissima densità criminale, e non può permettersi di vedersi privata di un fondamentale presidio di legalità quale è appunto il Tribunale”.

    Ci sembra assurdo – ha invece detto il Sindaco Antonio Giannatempo – che una struttura pubblica, per la cui costruzione sono stati utilizzati ingenti finanziamenti dedicati, peraltro ultramoderna ed in grado di soddisfare tutte le esigenze, sia per quanto riguarda i procedimenti penali che civili, possa essere sacrificata a favore di strutture private che costeranno parecchio allo Stato e quindi alla collettività. Quella degli avvocati a difesa del tribunale è una battaglia che riceve il nostro pieno sostegno, perché la cancellazione del Palazzo di Giustizia rappresenterebbe un ulteriore impoverimento per la nostra comunità, Ed io desiderio ringraziare gli avvocati, perché la loro lotta non è motivata dalla volontà di difendere il proprio orticello, quanto dalla consapevolezza degli effetti nefasti, per il territorio, dell’eventuale soppressione del nostro Palazzo di Giustizia”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Partito Democratico, Michele Longo: “Lo stop all’attività del nostro Tribunale sarebbe l’ennesima rapina subita da Cerignola, dopo la chiusura degli uffici dell’Acquedotto Pugliese e lo smantellamento della stazione ferroviaria, solo per fare alcuni esempi”.

    Cerignola è il terzo comune d’Italia per territorio, in cui è peraltro attestata la presenza di una criminalità organizzata di tipo mafioso; sono oltre 100mila gli abitanti residenti nelle città che rientrano nella competenza territoriale del suo tribunale; quasi 5mila i fascicoli pendenti. Secondo l’avvocato Michele Allamprese, consigliere comunale del Pdl, “qui non si tratta di salvaguardare gli interessi di una categoria professionale, quanto di una lotta della città per la città. Cerignola, senza il Tribunale, diventerebbe meno sicura, anzi ancora più pericolosa. Si rischia, a partire dai prossimi giorni, una paralisi dell’attività giudiziaria, mentre aumenteranno in modo spropositato i costi per il mantenimento delle strutture”.