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    “Voci” sulla differenziata al mercato

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    Sulla possibilità di praticare la raccolta differenziata al mercato si ‘scontrano’ due tesi: quella di Stefano Palladino, Assessore all’ambiente presso il Comune di Cerignola, e quella dei giovani di Ricambio Generazionale. Di seguito vengono proposte integralmente entrambe le note stampa.

    Palladino – «A seguito dei diversi commenti apparsi sui media circa la raccolta dei rifiuti al mercato settimanale delle Fornaci mi sembra corretto intervenire in prima persona per chiarire alcuni punti. E’ noto a tutti quanto sia indecoroso lo spettacolo che il mercato del mercoledì lascia agli abitanti del quartiere Fornaci alla fine della giornata. Rifiuti ovunque che con il vento vengono dispersi a centinaia di metri ed in tutto il quartiere. E’ una situazione insostenibile ed occorre intervenire con urgenza. Abbiamo chiesto alla SIA di sperimentare un servizio di distribuzione di buste ai commercianti ambulanti per contenere i rifiuti e la SIA si è resa disponibile garantendoci la distribuzione delle buste per 2 mercoledì consecutivi. La sperimentazione è andata molto bene riscontrando commenti positivi sia dei commercianti che dei cittadini ed, in effetti, è risultata visibile a tutti la riduzione della dispersione dei rifiuti per il quartiere e la maggiore velocità con cui è stata ripulita l’area che ospita il mercato. La stessa SIA ci ha comunicato che intendeva interrompere la sperimentazione in attesa che si definissero in maniera definitiva con il Comune di Cerignola gli aspetti tecnici ed economici. Ho inteso continuare la sperimentazione a mie spese, per la precisione circa 100,00 euro per l’acquisto di 300 buste, per dare continuità al servizio nelle more della definizione dello stesso fra il dirigente all’ambiente del Comune e l’amministratore della SIA, cosa per la quale ho dato indirizzo per iscritto. Sono fermamente convinto dell’iniziativa messa in campo che non punta, in questa prima fase, a differenziare i rifiuti, ma semplicemente a ridurne la dispersione nell’ambiente nel mentre il piazzale viene ripulito. Credo sia una operazione di buon senso tendente a relazionarsi con i cittadini per ridurre l’impatto delle sue molteplici attività sull’ambiente. Se ci chiudiamo e ci trinceriamo esclusivamente dietro costosi strumenti in termini economici ed ambientali, quali inceneritori, discariche, mezzi meccanici di raccolta, per risolvere le problematiche connesse alla nettezza urbana del nostro paese non ne verremo fuori. Per i motivi sopra riportati la sperimentazione continuerà, per i cittadini che volessero dare una mano nella distribuzione delle buste l’appuntamento è per mercoledì alle ore 7:00 alla rotatoria delle Fornaci».

    Ricambio Generazionale – «Alle volte, restare in silenzio può evitare pessime figure.

 Tutti ricordiamo che la raccolta differenziata al mercato è stata 
interrotta per mancanza di fondi da parte di Sia. O almeno, è stata questa, la 
prima versione ufficiale data dall’Amministrazione comunale.

 Teoria subito smontata da noi di Ricambio Generazionale. Infatti, informandoci
 sui costi delle buste, abbiamo scoperto che la cifra è davvero irrisoria. Un 
rotolo di 15 buste, all’ingrosso, costa 0,65 cent. Considerato che le
 bancarelle da fornire sono all’incirca trecento, la spesa settimanale
ammonterebbe a 13 euro. Una somma irrisoria, per un’azienda che conta oltre
 duecentocinquanta dipendenti. La storia dei costi troppo elevati non regge.

 Troppo tardi, amministratori e Sia si sono resi conto dell’enorme sciocchezza 
detta. Così, un paio di giorni fa, Vasciaveo, dalle colonne de “La Gazzetta del
Mezzogiorno”, ha tentato di aggiustare il tiro. Peggiorando, se possibile, la
 situazione.

 Abbandonata la scusa delle spese troppo ingenti da sostenere, ci ha reso noto 
che la raccolta differenziata non si può fare perché le bancarelle non sono
 trecento, ma quattrocento, e perché, nelle buste per la differenziata, i
 commercianti hanno depositato escrementi.

 Dottor Vasciaveo, è vero che le bancarelle sono quattrocento e non trecento,
 ma ci sono alcuni commercianti che, con le loro bancarelle, non producono 
rifiuti, e che, pertanto, non devono essere conteggiate. Quelli che vendono
 libri, ad esempio, quali rifiuti possono produrre? E quelli che vendono abiti
 usati? D’altronde, se anche le bancarelle da rifornire fossero davvero
 quattrocento, la spesa non aumenterebbe che di 3,65 euro a settimana.
 Spiccioli, per la Sia.

Poi, dottor Vasciaveo, io non credo affatto che i commercianti defechino nelle 
buste. E non si può permettere di offendere la dignità di queste persone, se 
non ha prove. E’ grave, ciò che Lei ha affermato.

 La triste realtà sapete qual è? Non riuscivate a digerire che un gruppo di
 ragazzi dimostrasse di come fosse semplice e banale porre rimedio al problema
 della raccolta rifiuti al mercato. E non vi biasimo, perché è davvero
 imbarazzante che nessuno ci avesse pensato prima. Volevate scipparci 
l’iniziativa, con la scusa dei costi, per poi spacciare l’Assessore Palladino 
per il salvatore della Patria, pronto a sobbarcarsi di persona l’immane
 sacrificio economico – ammontante, nella peggiore delle ipotesi, a 16 euro alla
 settimana – al posto della Sia.

 Un consiglio, dottor Vasciaveo: eviti di arrampicarsi sugli specchi, pur di
 difendere questi nostri amministratori incompetenti. Altrimenti, rischia figure 
da peracottaro. Come in questo caso».