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Mansi e il futuro dei centristi: “Reddavide tradito. Avanti compatti”

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Vito Balzano
Caporedattore, giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale, Istituzionale e Politica. Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica.

Non sembrano placarsi gli strascichi delle elezioni provinciali che, è bene ricordare, hanno visto l’elezione di Gianvito Casarella quale secondo degli eletti per numero di preferenze ma anche alcuni delusi, come Luca Reddavide non eletto per pochissime preferenze. Sul meccanismo elettorale nuovo, inoltre, numerose sono state le criticità e le delusioni mostrate dagli stessi politici. Interpellato il Consigliere Francesco Mansi, centrista in forza alla maggioranza cittadina, abbiamo provato a fare il punto sull’intera battaglia politica e sugli scenari futuri del gruppo provinciale e delle amministrative della prossima primavera.

«Volevo innanzitutto rivolgere i miei più sinceri auguri a Casarella, collega e ancor prima amico per l’ottimo risultato ottenuto, certo che sarà non solo voce per il proprio partito ma anche per tutti i cerignolani che ne avranno bisogno – esordisce il centrista -. Devo notare, inoltre, il dato da un punto di vista politico e quindi necessariamente il pensiero va a quanto accaduto nel Movimento Politico la Cicogna, con zero preferenze per il collega Luigi Ratclif. E’ questo, a mio avviso, un dato importante perché  ci fa capire come qualcuno a Cerignola abbia preferito dirottare diversamente circa mille voti, regalandoli di fatto a un candidato vicino al centro sinistra (forse in riferimento al neo Sindaco di Lucera Tutotlo, ndr.), a scapito di un proprio Consigliere».

Seppur chiaro il riferimento di Mansi, lo stesso Consigliere glissa alla domanda sui nomi e preferisce soffermarsi esclusivamente sui fatti. Di qui il passaggio sul perdente Landella il quale, a detta del rappresentante cerignolano, «ha ottenuto comunque un ottimo risultato, anche se dispiace per la sconfitta scaturita, a mio avviso, soprattutto da un sistema elettorale che toglie potere ai cittadini favorendo accordi tra politici; di contro, possiamo più che consolarci con la vittoria di Casarella».

Il gruppo di centro cerignolano, però, esce fortemente ridimensionato dalle elezioni provicnciali e, sull’argomento, Mansi precisa il pensiero comune della compagine all’indomani del risultato: «E’ evidente che il gruppo dei centristi esce non contento, senza Reddavide eletto, e questo è causa anche di qualche ripensamento; non faccio nomi per non puntare il dito contro nessuno. La nuova segreteria provinciale, però, merita un giudizio quantomeno negativo da parte nostra, anche se non sono stati l’unica motivazione della sconfitta di Reddavide».

L’occasione è ghiotta, in più, per fare il punto della situazione cittadina, nel presente e nell’immediato futuro, anche alla luce di una recente polemica mediatica messa in atto rispetto alle parole dall’Assessore Mennuni circa le manutenzioni cittadine. Così Mansi, a precisa domanda sul futuro politico suo e dei centristi, risponde: «Sceglieremo con chi stare in base al programma e alle persone candidate come sindaco. Saremo sempre compatti, com’è nella nostra storia. Rispetto alle parole di Mennuni devo dire, con molta onestà, che le condivido perché l’impegno in questi momenti e in questa fase devono essere unitari, propositivi e risolutivi e non di polemiche inutili. Le risorse da un punto di vista economico devono essere messe a disposizione e non utilizzate per formulare attacchi su questioni serie e su bandi importanti per la crescita della città. Il problema va visto da un punto di vista finanziario e non lo scopriamo noi». E sulle mosse politiche di Borraccino, come le sue continue assenza in Consiglio comunale? «Io credo che durante un percorso ci possono essere divergenze sul piano programmatico e ideologico – conclude Mansi -; preferisco che si discuta delle situazioni prima di prendere decisioni affrettate e isolate».

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