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    Casarella, questione Duomo: “Mezze scuse. Doniamolo alla Curia”

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    “Registriamo le pur poco soddisfacenti scuse dell’assessore Michele Romano e il comportamento fariseo della Cicogna. E rilanciamo l’idea della donazione gratuita del Duomo alla Curia”. La posizione dei consiglieri comunali del Pdl-Fi è affidata principalmente all’intervento di Gianvito Casarella, che ieri in Aula è intervenuto sulla questione dei lavori in cattedrale e dello schiaffo di Romano al vicario del vescovo, don Carmine Ladogana. Il punto all’ordine del giorno per l’autoconvocazione di Archeoclub si è concluso solo con un’ampia discussione, senza produrre decisioni: le 7100 firme raccolte negli anni contro i lavori di adeguamento liturgico non sono supportate da documenti di identità e non rispondono alla richiesta di abrogare la delibera del via libera all’intervento da parte della Curia. Non di meno, l’assise ha dibattuto ampiamente sull’argomento. “Doniamo gratuitamente il Duomo alla Curia”, aveva suggerito Mario Distefano (Pdl-Fi) ad illustrazione della proposta protocollata a firma sua e dei colleghi Onofrio Bombino, Arcangelo Marro, Paolo Vitullo e Casarella. Né era la prima uscita di tale tenore. “Non si può pensare ad una cessione diversa o con contropartita – aveva poi sottolineato lo stesso Casarella – perché la Curia sarebbe chiamata ad intervenire su proprietà comunali (se si chiede il ripristino di Piazza Duomo) e la maggior parte dei finanziamenti Cei è vincolata a lavori su beni ecclesiastici”. D’altro canto, il Duomo, “lascito testamentario di Paolo Tonti al Comune, perché ne completasse la costruzione”, come ricordato da Marro, è da sempre dato in comodato d’uso gratuito alla Chiesa, ma l’Ente laico ne paga, in quanto proprietario, le manutenzioni”.
    Il dibattito, poi, ha riportato l’attenzione sulla vicenda dello schiaffo del 25 gennaio: “Difficile scindere il comportamento dell’uomo-Romano da quello dell’assessore – ha affermato Casarella – sia per l’episodio dello schiaffo a don Carmine, sia per la posizione contraria ai lavori, mai condivisa con la maggioranza di cui fa parte”. Quanto alle scuse, con tutti i distinguo e le attenuanti ricercate da Romano, “le avremmo gradite ed apprezzate senza se e senza ma”. Se l’assessore ai Servizi sociali è stato definito dalle opposizioni in preda “ad istinti animaleschi”, Casarella ha precisato: “Non mi pare socialmente pericoloso, ma di certo ha sbagliato e riconosciuto l’errore solo in parte. Tuttavia, ricordo che qualcuno che voleva fare il sindaco nel 2010 si abbandonò ad analogo cedimento di nervi, venendomi ad aggredire in un ristorante durante il pranzo di Pasqua, invocando poi chissà quale provocazione, senza mai porgere alcuna scusa dopo 4 anni. Anzi, in un comizio chiese ed ottenne sostegno dei suoi eccessi alla sua platea”. Il riferimento al comportamento “fariseo” dei cicognini, col leader Franco Metta insolitamente e strategicamente assente, sottraendosi al confronto pubblico, va avanti, mostrando in Aula una vignetta satirica: “Oggi si erge a difensore dei lavori in Duomo – ricorda Casarella – mentre nel 2007 sullo stesso tema irrideva il vescovo, ritraendolo in mutande, paletta e secchiello. Anche quella un una grave offesa e scuse non ce ne furono”. Nel merito, i lavori sono ampiamente avviati e la discussione consiliare giunge tardivamente e mal posta: “Siamo prossimi all’85° anniversario dei Patti Lateranensi – precisa Casarella – ed entrare nel dibattito dei rapporti tra Stato e Chiesa poco ci importa: quei lavori sono a spese della Curia che da tempo attendeva di eseguirli. Sono seguiti da professionisti validi e il Comune non avrebbe avuto motivo di negarli”.

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