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    Cerignola, Gentile: “Stanza Rosa scelta di garanzia per le donne vittime di violenza”

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    «Una stanza rosa, un luogo riservato al riparo da occhi indiscreti, negli spazi del Pronto Soccorso dell’ospedale di Cerignola riservato alle donne vittime di violenza. Mi sembra questa la scelta migliore per garantire alle vittime non solo la privacy necessaria ma anche la possibilità di offrire ogni utile intervento per le cure del caso e per la presa in carico coordinata di persone fragili che hanno bisogno di competenze, di solidarietà ma anche di tutela e protezione». Con queste parole Elena Gentile, Assessore alla Sanità di Regione Puglia, parla della nuova apertura presso il nosocomio cerignolano della stanza rosa, un’iniziativa già attiva a Bari che prevede una maggior attenzione e riservatezza per le donne vittime di violenza che si recano al Pronto Soccorso.
    E’ importante, sottolinea la Responsabile al Welfare, dare tutto il supporto necessario alle vittime di violenze, spesso in famiglia, e seguire gli esempi di grandi centri come il Policlinico barese: «A qualche mese di distanza dalla attivazione dello stesso servizio presso il policlinico della città di Bari, tocca al Nosocomio di Cerignola ospitare il servizio di presa in carico delle donne, anticipando la scelta di prevedere in ogni ospedale pugliese un modello di accesso dedicato, così come previsto dal disegno di legge appena approvato dalla giunta regionale che promuove, tra l’altro, interventi (alloggi riservati, politiche attive per il reinserimento lavorativo) che si aggiungono alle iniziative già realizzate da tempo sull’intero territorio regionale. Infatti – prosegue Gentile -, in ogni provincia sono stati realizzati Centri di Ascolto e Case Rifugio per le Donne vittime di violenza, finanziati dall’assessorato al Welfare». Infine, rimarcando l’importanze dell’iniziativa, Gentile evidenzia anche la particolarità della data e l’intitolazione della stanza, come elemento di grande sensibilità verso il tema: «La data individuata, sabato 8 marzo p.v., e la scelta di dedicarla a Titina Cioffi, l’insegnante di scuola materna nostra concittadina vittima di femminicidio, non sono scelte casuali ma l’occasione, ci auguriamo, per sollecitare una nuova consapevolezza sul tema della violenza».