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    Cerignola ricorda gli agenti Fumarulo e Gentile

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    Troppo spesso le cronache colorano la città di Cerignola di vergogna, e ancor più spesso certi eventi, sempre più frequenti negli anni, hanno connotato il centro ofantino più come luogo di malavita che come culla di cultura, nonostante i natali di personaggi molto più che celebri nel mondo. Ma anche le cronache possono trasformarsi in esempio, positivo s’intende, per quanti, oggi più che mai, sembrano aver smarrito il senso civico dello stare nel modo e dell’essere cittadini. Era febbraio del 1956 quando gli agenti di Polizia Nicola Fumarulo e Antonio Gentile, in pattugliamento presso l’attuale piazza Castello, venivano freddati dalla pistola di un ragazzo che in compagnia di due coetanei aveva da poco compiuto una rapina nella zona. Fumarulo, caduto in terra in una pozza di sangue, moriva pochi giorni dopo (il 6 Febbraio) in ospedale per le gravi ferite d’arma da fuoco procurate dal malvivente, mentre Gentile si spegneva 3 mesi più tardi (l’11 Giugno), per un’emorragia interna conseguente all’accaduto. I rapinatori vennero subito arrestati grazie ala testimonianza dei due agenti che, prima di morire, riuscirono a segnalare i malviventi. Una storia che molti non ricordano più e che, sicuramente, può disegnare perfettamente le due facce di una stessa medaglia: Cerignola, terra di individui senza scrupoli, dediti alla delinquenza e alla assoluta mancanza di rispetto per ogni forma di regola, ma anche e soprattutto una Cerignola vera, che mette la propria vita a servizio degli altri.

    L’attenzione per questo ricordo ha spinto il neo “Gruppo di Cerignola Poliziotti per sempre Fumarulo-Gentile”, facente capo all’Associazione Nazionale Polizia di Stato, ad organizzare una manifestazione, l’1 Febbraio alle ore 11.00 in Piazza Castello, con tutte le autorità locali, per scoprire una lapide in ricordo dei due agenti proprio nel punto dove avvennero i sanguinosi fatti. Il gruppo ofantino, per mano del Responsabile Michele Ricci, del vicepresidente Vincenzo Delvecchio, e del cerimoniere Andrea Palladino, tutti ex agenti oggi in quiescenza, vuole ricordare un evento tanto importante evidenziando spunti di grande riflessione e valore educativo per la città, così come confermato dall’ideatore Andrea Palladino: «Teniamo particolarmente a questa storia, che purtroppo oggi in pochi ricordano, e che significa molto per tante persone. Scopriremo la lapide in presenza di tutte le massime cariche e del Questore. E’ bene che i cerignolani sappiano la tenacia e il coraggio dei poliziotti, come i due colleghi che persero la vita per fare il proprio dovere e per rendere più vivibile la città. Vorrei ricordare solo un passaggio della storia, quando, come si legge dai verbali dell’epoca, il Fumarulo, riverso a terra in una pozza di sangue (morirà pochi giorni dopo, ndr), dice ai colleghi accorsi di non pensare a lui ma di inseguire e catturare chi aveva sparato. Forse aveva capito già che stava per morire ma, non curante di ciò, mise al primo posto il dovere, anche prima della sua stessa vita».

    4 COMMENTS

    1. Congratulazioni ai fondatori del gruppo polizia di stato!finalmente Cerignola cresce ,grazie a iniziative di gran valore.I cittadini ringraziano la Polizia di stato (in Cerignola)per il servizio che svolgono ogni giorno .