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    Ferragosto in salsa cerignolana

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    Cambiamento, rinnovamento, novità: sono queste le parole d’ordine abusate svuotate e riempite a proprio piacimento in questa estate pre-elettorale. Anche se tutto sembra tranne che campagna elettorale vera. Questa estate la ricorderemo come il momento dei posizionamenti. A destra, con Franco Reddavide scatenato sugli altri quattro competitor, a sinistra con l’incerto e folto ventaglio di nomi (e il grande assente Sel, ndr), in casa Cicogna con l’obiettivo di attrarre voti dal mondo cattolico e non solo. E se a tener banco é il tema dei rifiuti su rotaia destinati a Cerignola (che arrivano comunque su gomma, anche in virtú della prossima provincializzazione degli ex-Ato, ndr) di cassonetti “mancanti” (al rione Fornaci, ndr) e stracolmi (in molti quartieri, ndr) non se ne parla. Così come dei debiti comunali (soprattutto per il Comune di Cerignola, ndr) nei confronti di SIA, la cui situazione finanziaria, ovvero di disponibilità economica, da anni risulta sofferente.

    E sofferente é anche il comparto sicurezza, con le Forze dell’Ordine in costante affanno e gran parte della cittadinanza arresa al micro crimine. In più le inopportune parole (fortunatamente solo quelle, ndr) di qualche consigliere in cerca di visibilità. E la casa, quella che neanche a ferragosto potranno dire di “avere” diverse decine di famiglie cerignolane. E il lavoro, assente ingiustificato da troppi anni a causa della scarsa capacità di attrarre investimenti e risorse in questo agro. La salsa é fatta, per chi se la può permettere. Gran parte dei cerignolani, per questa estate, si accontenteranno di qualche pomodorino su una fetta di pane duro bagnato: fresco, salutare e a costo zero. O quasi.

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