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    Foggia, “Giornata della legalità in memoria delle vittime di mafia”

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    Il 31 Marzo 1995, esattamente 19 anni fa, moriva assassinato a Foggia Francesco Marcone, 57 anni, funzionario dell’Ufficio Statale di Foggia. Moriva nell’indifferenza, freddato da due colpi alla nuca da un killer, per aver denunciato pubblicamente delle truffe da parte di falsi funzionari che promettevano favori. La sua memoria continua ad essere viva nei cuori della città pugliese e, per ricordare il suo martirio per mano della mafia, è stata istituita la “Giornata cittadina della legalità in memoria di tutte le vittime di mafia di Capitanata”. Una delle associazioni che ha preso l’incarico di continuare la lotta contro la mafia intrapresa da Francesco Marcone è “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, un coordinamento di oltre 1.500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, che dal 1995 sono territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

    L’associazione, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha organizzato due momenti rivolti alla cittadinanza. Il primo si è svolto il 30 marzo presso l’Auditorium dell’Amgas, sito in Viale Manfredi, dove è stato presentato il progetto nazionale “Musica contro le mafie”, un documentario nel quale si racconta il tema dell’antimafia attraverso le parole dei molti musicisti impegnati sui presenti temi sociali; successivamente è seguito un breve dibattito moderato da Francesca Capone, bibliotecaria presso la Biblioteca provinciale di Foggia, con gli interventi del curatore Gaetano De Rosa e dell’artista Maurizio Capone dei Bungt Bangt, che ha anche regalato agli ospiti una piccola esibizione acustica. Il secondo, tenutosi oggi presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia, ha dato l’opportunità agli studenti delle scuole foggiane di dialogare con Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, e con Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio Ambrosoli, anch’egli ucciso da un sicario nel 1971. Il presidente dell’associazione don Ciotti parla di «tre dimensioni che devono essere portate avanti insieme: la continuità nel fare le cose, la condivisione e la corresponsabilità», affinché tutti i cittadini si assumano le responsabilità e partecipino alla lotta contro la mafia senza nascondersi dietro le istituzioni e la politica. «Io mi auguro che si parli sempre meno di legalità – ha aggiunto – e si parli più di responsabilità».