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    Nunzio Di Giulio, “Quel giorno accanto a Wojtyla”

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    Nunzio Di Giulio, ex Ispettore Capo della Digos di Cerignola, oggi in quiescenza, poeta e scrittore per passione, racconta in una nota pubblicata da La Gazzetta del Mezzogiorno (pubblicata il 6 maggio 2014), quel giorno accanto a Papa Giovanni Paolo II. Infatti, nel maggio del 1987 Di Giulio scortò il Pontefice nella sua visita a Monte Sant’Angelo. Nel novembre 2002, proprio il Papa, gli conferì la più antica e nobile Onorificenza Pontificia: “Commendatore di San Silvestro Papa”, poi ratificata dallo Stato Italiano. Nelle parole che seguono il suo personale ricordo.

    Dal 23 maggio al 25 maggio 1987 Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, si recava in Visita Pastorale nella provincia di Foggia. Il giorno 24, verso le ore 8.30 giungeva presso il Santuario di San Michele Arcangelo in Monte Sant’Angelo e, dopo aver salutato le varie autorità, scese nella grotta di San Michele ove si soffermò a pregare in via privata. A me, Ispettore Capo della Polizia di Stato, responsabile della D.I.G.O.S. del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, venne affidato il delicato compito di svolgere una discreta vigilanza ravvicinata al Santo Padre. Il servizio fu svolto con la massima riservatezza. Il Santo Padre, dopo essersi trattenuto a pregare, si accinse a salire le ripide scale del Santuario, seguito a debita distanza dal sottoscritto in abito civile con relativo distintivo di Polizia, senza mai supporre di trovarmi a vivere una esperienza di vita magnifica alla luce di quanto è accaduto il 27 aprile 2014: la Sua Canonizzazione. E ancora, il Santo Padre mi invitò ad avvicinarmi a Lui chiedendomi il nome e notizie su di me. La mia abituale sicurezza in questo tipo di servizi questa volta sembrava essere travolta dal Carisma arcinoto del Papa, tanto che avvertii, in tutto il mio essere, inauditi brividi di emozioni e compiacimento. Era, come già detto, una grande personalità di questo mondo, ma in Lui c’era qualcosa di più che allora non riuscivo a spiegarmi: è accaduto adesso, con l’avvento della Sua Canonizzazione. Un privilegio, quello di assisterlo per ragioni di sicurezza, che oggi e per sempre, mi riempie di felicità e di orgoglio: essere stato accanto a chi oggi è un Santo! Per ragioni di salute non ho potuto essere presente il 27 aprile 2014 a Piazza San Pietro alla cerimonia per la proclamazione della Sua Santità, ma la gioia di assistere a quanto accadeva a Roma è stata ugualmente grande e ne sono altrettanto grato per quanto avvenuto. Tremore e Timore multiplo, come diceva San Tommaso d’Aquino: una commossa emozione interiore, tanto forte da suscitare anche una specialissima paura. Tanto mi porta a considerare la presenza fluttuante di un qualche mistero infuso nel mio profondo io.

    Nunzio Di Giulio