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    Restituzione scatti stipendiali, Saccomanni chiede a Carrozza nuovi tagli

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    E i docenti scuciranno i soldi, statene certi. Tornati dalle vacanze, politici e sindacati, oggi si è ripreso con un intenso scambio di battute. Al centro gli stipendi degli insegnanti. Si tratta della nota del Ministero dell’economia con la quale si annuncia il “prelievo forzoso” fino a 150 euro dalle tasche dei docenti degli scatti maturati nel 2012. Alla base del provvedimento, quel DPR 25 ottobre 2013, che ha bloccato la contrattazione. Come oggi hanno denunciato alcuni sindacati. Oggi, la Carrozza ha scritto a Saccomanni, chiedendo lo stop al provvedimento “Ho chiesto – conferma con un tweet la Ministra – al Min Saccomanni di sospendere la procedura di recupero degli ‘scatti’ stipendiali per il 2013”.

    E Saccomanni ha risposto, “picche” per l’esattezza, chiedendo al Ministro Carrozza la solita copertura finanziaria alternativa al prelievo. Insomma, il Ministero dovrebbe effettuare nuovi tagli per fermare la procedura. Il recupero delle somme relative agli scatti degli stipendi del personale della scuola, dice Saccomanni: “é un atto dovuto da parte dell’amministrazione”. Sulla faccenda, dopo il responsabile scuola Faraone, è intervenuto direttamente il segretario del Partito Democratico, Renzi, che durante la trasmissione “Otto e mezzo” ha così affermato: “A me non interessa il rimpasto, ma se il ministero dell’Economia richiede indietro 150 euro agli insegnanti, io mi arrabbio. Non stiamo su ‘Scherzi a parte’. Non puoi dare dei soldi e poi chiederli indietro”. I paradossi, però, non finiscono qui. Infatti, commenta oggi la UIL con un comunicato che questa operazione è priva di “lungimiranza (programmazione) perché dopo aver dato e poi prelevato queste somme, quando sarà firmato l’accordo all’Aran per il riconoscimento delle anzianità, le stesse somme ora prelevate dovranno essere nuovamente restituite”. Insomma: li danno, li tolgono, li ridaranno. (tratto da orizzontescuola.it)

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