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Amministrative, centrodestra in agitazione. Allamprese: «candidato migliore è Giuliana Colucci!»

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Continua serrato il dibattito all’interno del centrodestra con il duello a distanza tra Giuliana Colucci, il designato candidato esterno, e Paolo Vitullo, inamovibile proposta di Forza Italia. Tra i maggiori sostenitori della linea esterna c’è, oltre al Sindaco uscente e ai fedelissimi Reddavide, De Cosmo e Carbone, anche l’avv. Michele Allamprese, giovane consigliere comunale eletto nel PDL, non aderente a Forza Italia. «Il candidato ideale avrebbero dovuto sceglierlo gli elettori attraverso le primarie – irrompe subito Allamprese durante l’intervista realizzata da questo giornale -. Le ho proposte, ho scritto un regolamento con date e regole, ma purtroppo i due partiti del centrodestra hanno rifiutato. E’ stato un errore. Ad oggi, il candidato migliore è senza dubbio Giuliana Colucci, che per inciso avrebbe potuto anche vincere le primarie. Il centrodestra ha bisogno di aprire, spalancare porte e finestre per far entrare aria fresca». Aria di rinnovamento per l’avvocato ex-An, vento di novità non solo di facciata, poiché «le scelte calate dall’alto, come si cerca di fare ancora in queste ore nel centrodestra, sono ancor peggio delle polemiche generate dalle primarie, come avvenuto nel centrosinistra».

Ad oggi, come nel 2010 il centrodestra sembra orfano dell’uomo (o donna, ndr) giusti da candidare. «Perché – commenta a tal proposito Allamprese – non esistono i partiti. Finchè c’era Alleanza Nazionale, che rappresentava il 90% del centrodestra, celebrava congressi, aveva un sano dibattito interno, le proposte politiche e le persone individuate avevano una legittimazione popolare. Oggi che An non c’è più e il PdL è stato rottamato abbiamo un ritorno di Forza Italia, cui però non ha aderito quasi nessuno degli ex An, ma ci sono tutti gli elettori di destra che non hanno rappresentanza. Bisognerà lavorare a un progetto che possa rappresentare la forza maggiore del centrodestra a Cerignola».

Ed anche l’ipotesi di una ricostruzione di un soggetto politico post-An non sembra piacere al giovane consigliere. «Non credo a progetti da reduci. Però i tantissimi elettori di An devono avere una rappresentanza, anche se bisogna guardare al futuro e ragionare in una ottica maggioritaria. Forza Italia, cui non ho aderito, non rappresenta l’elettore di destra. Poi il popolo è stanco del fatto che le rappresentanze locali dei partiti siano frutto di accordi nelle segrete stanze e non abbiano alcuna legittimazione popolare. Il Movimento la Cicogna esiste perché non c’è un centrodestra trasparente e democratico. Mi piange il cuore vedere tante persone oneste e competenti candidarsi nelle civiche invece di contribuire al ricambio della classe dirigente dei partiti e fare politica nei partiti. Penso soprattutto all’esperienza dei ragazzi di Ricambio Generazionale, che ritengo costola del centrodestra, che mi auguro un giorno di poter recuperare alla nostra compagine».

Ma, al di là dei partiti e delle persone, bisognerà interrogarsi sui cinque anni passati e spiegare alla città, nel bene e nel male, cosa è accaduto e cosa si è fatto. Allamprese prova a farlo assegnando all’amministrazione di cui ha fatto parte un misurato «poco meno di sei». E aggiunge. «Si doveva avere più coraggio; le persone sagge dicono che nei momenti in cui non ci sono soldi bisogna aprire i tiretti e investire. Cerignola avrebbe dovuto investire il suo enorme patrimonio immobiliare, favorire gli impianti di energie alternative e mettere in funzione, anche dandolo in comodato, l’interporto. Vero è, però, che si è amministrato in una situazione di difficoltà economica senza eguali, acuita dalla truffa GEMA che il Comune ha dovuto subire, la vertenza ASIA, l’emergenza abitativa, ecc». E Michele Allamprese che consigliere comunale è stato? «Lascio giudicare gli elettori. Di una cosa sono orgoglioso: non sono costato nulla alla collettività. A inizio mandato ho preso l’impegno di non percepire i gettoni di presenza da consigliere. Ho mantenuto l’impegno, come risulta dagli atti del Comune».

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