pub_728_90
Sportweb

Troppe maternità: operaia Fiat trasferita da Melfi a Chivasso

i più letti

Via Nizza al collasso, urge intervento sulla viabilità

Non serve una grande intelligenza e neppure un pensiero particolarmente raffinato per comprendere - già prima - che un...

LETTERA | «Dovremmo imparare a dire grazie al personale di Pronto Soccorso»

«Dovremmo imparare a dire grazie a tutto il personale che lavora in Pronto Soccorso». Così si legge in una...

Il vescovo Luigi Renna inaugura il nuovo oratorio “Santa Scorese e Carlo Acutis” ad Orta Nova

“Quali scelte vanno fatte? Anzitutto potenziare gli oratori, con una progettualità che sarà seguita e guidata dal Servizio Diocesano...

L’azienda l’accusa di assenteismo e impone il trasferimento all’altra sede in provincia di Torino, mentre per il sindacato corso in sua difesa è un caso di mobbing post maternità. E’ accaduto a Giorgia Calamita, dal 1992 assunta nel comparto metalmeccanico dell’area industriale di San Nicola alle dipendenze della FIAT SATA e poi ricollocata a seguito di terziarizzazione presso la Fenice s.p.a. Un ruolo di responsabilità come impiegata Tecnologa, il suo, affiancato per lungo tempo alla battaglia sindacale con la FIOM CGIL e che l’ha vista in prima fila durante la “primavera di Melfi”, ovvero i famosi 21 giorni di protesta che nel 2004 richiamarono al rispetto di diritti e salario dei lavoratori. E quanto accaduto a livello personale riguarda proprio un diritto negato: la maternità.

Dopo aver usufruito del congedo per gravidanza difficile e di maternità obbligatoria, la donna ottiene la trasformazione del proprio contratto a tempo pieno in parziale di tipo orizzontale e nel 2009 rientra a lavoro. Dall’entusiasmo per la nascita di due figli, all’incubo del rientro in fabbrica, dove le vengono affidate mansioni prive di autonomia organizzativa e che comportano – come da lei stessa sostenuto – uno svilimento della professionalità acquisita negli anni. Grazie al sindacato si chiede un incontro con l’azienda. La risposta, ribadita anche nel 2012, è perentoria: il dimensionamento è rapportato al nuovo contratto di lavoro e motivato con una eccessiva fruizione dei congedi facoltativi di maternità. In altre parole, assenteista. Malessere e rabbia spingono la lavoratrice a rivolgersi anche alla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza. Gli ultimi passaggi sono dello scorso maggio, quando Fenice diserta un nuovo incontro e anzi comunica l’intenzione immediata di trasferirla presso la sede torinese di Chivasso, e di queste ore, quando si svolgerà un udienza urgente al Tribunale di Potenza per bloccare il tutto. Sperando in una risoluzione positiva, numerosi e diversi gli appoggi a suo favore. Dal mondo politico per iniziativa del senatore lucano di SEL Giovanni Barozzino, promotore di una interrogazione già firmata, tra gli altri, dal vice presidente del Senato Valeria Fedeli. (TRM Network)

il_segno
Oropoint_300_250
Ultimi Spazi
OSS_300_250
Cala la pasta

Ultim'ora

Ares Flv e Pallavolo Cerignola in casa, rispettivamente contro Chieti e Fasano

Nel weekend impegni casalinghi per Ares Flv Cerignola e Pallavolo Cerignola nei rispettivi tornei di appartenenza di volley: in...

Una sfilata di moda ha celebrato il decimo anniversario dell’indirizzo Industria e Artigianato per il Made in Italy

L’evento ha ricostruito l’affascinante percorso di crescita personale e professionale compiuto dalle alunne nel corso dei dieci anni di attività dell’indirizzo. Attraverso una serie...

“Per incontrare ogni uomo”: il Natale del vescovo Luigi Renna con la Città di Cerignola

Anche quest’anno è denso di impegni, per il vescovo Luigi Renna, il periodo di preparazione alla solenne celebrazione della notte del 24 dicembre quando,...

Un Presepe che racconta il lutto dell’umanità. A Palazzo Dogana il manufatto del Liceo Artistico di Cerignola

Un'opera che fa pensare e riflettere su quello che sta accadendo dall'altra parte del Mediterraneo. Si tratta del "presepe nero" del Liceo Artistico "Zingarelli...

Foggia, una pensione su 5 è sbagliata. Cia Capitanata: “Occhio all’errore”

Una pensione su 5 è “sbagliata”: il 20% delle pensioni attualmente erogate potrebbero essere state calcolate su parametri errati. E’ quello che ha scoperto...