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I 100 giorni del cambiamento

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Daniela Giordano
Direttore Responsabile, giornalista pubblicista.

Sono passati 100 giorni dalla proclamazione del nuovo Sindaco, il civico ex-missino Franco Metta. Una vittoria acciuffata per i capelli al ballottaggio, dopo un primo turno che aveva visto prevalere il piddino Tommaso Sgarro. Non si può risolvere tutto in 100 giorni, però è consuetudine, oramai da qualche anno, pronosticarne le azioni in campagna elettorale. I primi 100 giorni di Berlusconi, così come quelli di Renzi ne sono la riprova.

In molti aspettavano il “rinascimento” della città, all’indomani del risultato elettorale che vide, lo scorso 14 giugno, l’esperto avvocato aver la meglio sull’inesperto giovanotto. Con le premesse d’obbligo (problematiche ereditate, difficoltà economiche dell’ente, tempi burocratici dilatati, ecc.), il primo scorcio di governo consegna un’immagine solo verosimilmente sovrapponibile a quanto dipinto dall’oratoria elettorale del cambiamento.

Se, come scriveva Antonio Gramsci, la buona politica è connessione sentimentale tra governanti e popolo, questo dialogo empatico comincia a non essere più l’idilliaco scambio auspicato e, nei primissimi giorni, praticato. E la buona politica comincia a non esser più quella di questi giorni, almeno per quella grande fetta di voto fluttuante che ha deciso al ballottaggio di dar fiducia al Sindaco esperto.

Dopo una campagna elettorale all’attacco sui rifiuti, questa amministrazione trova ostacoli proprio sul comparto ambientale, con l’emergenza topi prima, e quella discarica, a brevissimo. E per la tanto annunciata sostituzione dell’amministratore delegato di SIA, l’architetto Vasciaveo, non si rilevano mosse particolari. Insomma, oltre qualche aiuola fiorita, il resto pare arida riproposizione di auspici elettorali.

Proroghe e affidamenti, criticati e ripugnati per cinque anni, sono oggi l’abitudine. Un gesto, come l’espianto abusivo di un albero si minimizza, poiché un volenteroso cittadino ne ha piantato uno nuovo. E ovviamente i «gufi», ironico appellativo usato dal Sindaco per gli oppositori, non attendono altro. Insomma, chi di facebook ferisce di facebook perisce (commenti docet, ndr). Lo stesso Antonio Giannatempo, attaccato a più riprese, ironizza: «da Sindaco sono stato attaccato in ogni modo, tuttavia durante i miei mandati i ratti non entravano indisturbati nelle pizzerie» – riferendosi a un episodio avvenuto qualche settimana fa in una pizzeria della città.

Il gesto forte di Rino Pezzano (le dimissioni da Capogruppo, ndr), che già prima delle vacanze estive aveva con il suo movimento (Cerignola Democratica, ndr) mostrato insofferenza rispetto a certe scelte, fa pensare a una situazione non proprio serena.

Su 100 giorni – che sarebbero dovuti essere da leone – ci sono almeno tante luci, quanto ombre. Franco Metta ha lavorato incessantemente, e questo gli va riconosciuto, ed è stato molto presente in tutte le pubbliche iniziative. Alle attese disattese, però, si sostituiscono le perplessità di molti cittadini (basta fare un giro sui social, non solo sulle bacheche degli oppositori, ndr).

La bandiera del cambiamento oggi pare essere a mezz’asta. Ad alcuni consiglieri saltano i nervi, salvo poi scusarsi. Qualche assessore infastidito dalla social mania lascia la rete per motivi istituzionali. Cambiano molte cose, col passare dei giorni, tranne quelle che sarebbero dovute cambiare. Scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».

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