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Metta ci ricasca: “Ragazzotte maleducate e viziate”. Mirra ribatte: “Faccia l’uomo”

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Vito Balzano
Caporedattore, giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale, Istituzionale e Politica. Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica.

La questione mensa porta con se strascichi polemici dei quali è ben definito l’inizio ma non si sa la fine. E il clima, inasprito nei toni e non solo, è il frutto di una opposizione sì accesa, giovane, vogliosa di dimostrare e scovare le ombre di una maggioranza altrettanto novella, ma anche diretta conseguenza di figure istituzionali che, col proprio comportamento, che con l'(ab)uso dei social network, non perdono occasione per deprivare l’immagine della governance cittadina, dell’istituzione pubblica che rappresentano.

Con una nota di ieri, su facebook, è stato il Sindaco Franco Metta, forse dimenticando per un attimo le vesti che dallo scorso giugno la città di Cerignola gli ha permesso di indossare, ad intervenire sulla questione Mensa e sull’affidamento diretto in proroga all’azienda barese Ladisa tanto osteggiata negli anni di opposizione, non lesinando parole forti, ai limiti dell’eleganza verbale, all’indirizzo dell’opposizione di centro sinistra, ricascando in quanto accaduto pochi mesi fa, quando definì “gufetta” la Consigliera Pd Maria Dibisceglia. «Sebastiano Ladisa comunica al Sindaco la chiusura nei tempi strettamente necessari del Centro Cottura in Zona Industriale e la apertura del nuovo Centro in diversa zona cittadina. Operazione Mensa completata. Risultati conseguiti al cento per cento. Il demente e il Suo nuovo servitorello rimandati a casa con le pive nel sacco. Resta qualche catarroso rottame, da sempre sconfitto, ad aizzare impossibili recriminazione. E quattro ragazzotte maleducate e viziate,che esorcizzano la noia. Povero PD. Operazione in totale perdita. Quello delle “cassatine” totalmente fuori controllo. Urlicchia, entra, esce, gesticola, ma sostanza zero. A rimorchio del demente. Non credo possa essere questo il futuro del PD – conclude Metta -. Su compagni,uno scatto d’orgoglio. A rimorchio di Bevilacqua, incredibile». 

La replica giunge da Annamaria Mirra, Consigliere d’opposizione, che replica proprio al post del Sindaco, partendo dall’affermazione “Quattro ragazzotte maleducate e viziate che esorcizzano la noia”. «È un frammento di quanto si legge nel post di questa mattina comparso sulla pagina Facebook del primo cittadino di Cerignola quale resoconto del consiglio Comunale tenutosi ieri pomeriggio. Sig. Francesco Metta  quello che scrive vale a cogliere la differenza esistente tra Lei e i sindaci che l’hanno preceduta. Da cittadina prima e da consigliera poi, La esorto ad un contegno verbale e gestuale rispettoso e consono al ruolo che riveste sia sui social sia in consiglio comunale dove la supplico, con immenso fervore, di non nominare  più il nome di Dio invano come ha fatto per ben due volte ieri sera – afferma la rappresentante della Lista Sgarro Sindaco –. Sono costretta, dopo il quinto consiglio comunale,  a dover pubblicamente constatare che i suoi comportamenti e quello che scrive sono densi di una volgarità e aggressività che minacciano quotidianamente la pace di questa comunità. Il vero cambiamenDo che ha ingenerato è questo: l’odio  e la sterile polemica tra le persone. Mi permetto di invitarLa alla calma e, con l’inizio dell’Avvento (Lei che è molto cattolico può comprendermi), Le auguro di predisporre l’animo alla gentilezza e alla bontà propri del buon padre di famiglia, sentimenti che un primo cittadino deve avere per poterli trasmettere ad una città come Cerignola, che si caratterizza spesso per un alto tasso di aggressività. Quanto a me, nella  mia qualità di rappresentanza della opposizione di questo paese, in rifermento a quanto nel complesso da Lei scritto lascio che siano le sue stesse righe a commentare. La comunità di un paese è come una famiglia. Faccia il padre. Faccia l’uomo – ha concluso Mirra –, credo che non sia così difficile. Cominci ora per il bene di questa comunità. La saluto distintamente».

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