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Caso Mensa, si allarga il fronte dissidenti. Lapiccirella “Immediata sospensione del servizio”

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Vito Balzano
Caporedattore, giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale, Istituzionale e Politica. Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica.

La questione mensa sta facendo implodere di giorno in giorno il gruppo di maggioranza del governo Metta. Infatti, come avevamo ampiamente trattato solo lunedì mattina, a poche ore dal Consiglio comunale, con Ale Frisani duro sul tema in una nota stampa di dissenso rispetto all’operato dell’amministrazione, oggi giungono le parole anche di Teresa Lapiccirella, mettiana della prima ora, a creare ancora altre crepe, come tra l’altro già avevamo preannunciato pochi giorni fa.

«Restare coerenti non è solo un obbligo morale, ma soprattutto, un dovere politico quando si ricopre il ruolo di amministratore, che impone di dare, in momenti di confusione generale, una precisa risposta alla cittadinanza – afferma la Consigliera cicognina -! Non ho fatto altro che ribadire quanto sostenuto sin dal 2011 sulla questione Ladisa». Questo l’incipit del comunicato stampa a firma della delegata all’ambiente. Un tema caro che la giovane amministratrice vuole far valere anche dai banchi della maggioranza, dicendosi «confusa e destabilizzata dalle dichiarazioni schizofreniche della Ladisa, che prima dichiara di lasciare la zona industriale a “proprie spese”, per poi contraddirsi confermando l’intenzione non solo di restare in zona industriale, ma di aprire altro centro cottura in altra zona di Cerignola. Altro centro di cottura che non si intende bene a cosa serva, se la questione è anche l’incompatibilità per la stessa azienda, che prepara pasti, di insistere in una zona non destinata ad accogliere quella tipologia di attività di servizi di ristorazione».

Inoltre, Lapiccirella evidenzia alcune «inesattezze», poiché «sarebbe una falsa soluzione ad un falso problema la individuazione di zone insalubri, dal momento che per legge sono definite insalubri le industrie. La dovuta precisazione è doverosa per comprendere come non sia possibile permettere a qualunque mensa di produrre pasti vicino a industrie insalubri per legge». Prosegue, sulla questione, la consigliera precisando che «nulla si potrebbe dire circa la presenza nell’aria, nella zona industriale di Cerignola, di sostanze altre rispetto a quelle monitorate dalle centraline per il controllo della qualità dell’aria: sarebbe, esemplificando, come se in luogo di analisi del sangue si facesse una urinocoltura».

Conclude, rimarcando il tema anche da un punto di vista squisitamente politico, in supporto a quanto già affermato da Frisani, «chiedendo l’immediata sospensione del servizio mensa e subordinando l’eventuale proroga alla Ladisa S.p.A., dopo la pausa natalizia, all’effettivo e definitivo spostamento della stessa attività in altra zona di Cerignola, adatta ad accogliere tali tipologie di aziende. Sottolineo, inoltre, la necessità di inserire, nel bando di gara per l’aggiudicazione del servizio mensa, la specifica indicazione di precludere la partecipazione al bando ad attività di produzione pasti che insistano nella zona industriale di Cerignola».

Il fronte dei dissidenti, se lunedì aveva fatto parlare di possibili scricchiolii, oggi sembra aver aperto una crepa ben più profonda nella maggioranza di Franco Metta: dopo Rino Pezzano, Antonio Bonavita e Ale Frisani anche Teresa Lapiccirella esprime pubblico dissenso sulla questione mensa scolastica. L’impaccio per il Primo cittadino è ormai ben visibile e si tramuta in gesti imbarazzanti, come lo scivolone di ieri, ultimo in ordine cronologico, con la nota stampa del capogruppo Loredana Lepore che scrive, pare a nome di Ladisa, per annunciare diffida nei confronti di un giornalista della carta stampata, e lo fa inoltrando la comunicazione in via ‘esclusiva’ all’house organ, salvo essere smentiti dalla secca replica documentata del collega.

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