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    La “Bambinella” della discordia. Annullato l’evento impazza la polemica

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    «L’associazione culturale L’agorà comunica che l’evento “La Bambinella”, in programma il prossimo 21 novembre in Piazza della Repubblica a Cerignola, è annullato. La decisione, ragionata e sofferta, e non priva di ripercussioni economiche e sull’immagine della compagine associativa, è motivata dalla constatata impossibilità di pervenire ad una collaborazione chiara e proficua con l’Amministrazione comunale». Così l’Associazione l’Agorà, che ha ideato e organizzato la manifestazione di inizio estate Calici nel Borgo Antico, annuncia il naufragio dell’iniziativa di prossima realizzazione.

    «Muore sul nascere la programmazione di una serie di eventi per le festività natalizie, rispetto alla quale La Bambinella rappresentava soltanto l’inizio. “Natale in salotto. La tua città è la tua casa” era questo: un contenitore di eventi, a cura e a spese de L’agorà, uno spazio a disposizione della Città e di tutte le associazione interessate a svolgere attività culturali, di interesse sociale o di intrattenimento nel centro di Cerignola». Pertanto «da oggi in avanti, è nostra ferma intenzione proseguire nell’attività della associazione nella più totale autonomia, nel rispetto istituzionale dovuto all’Amministrazione locale, rinunciando tuttavia ad operare con l’autorizzazione all’utilizzo dello stemma comunale».

    Non tarda ad arrivare la replica di Giuliana Colucci, assessore alla cultura. «Apprendo dai social la decisione dell’Associazione culturale L’Agorà di annullare l’evento “La Bambinesca”. Non posso fare a meno di esprimere e rigettare ogni attribuzione di responsabilità posta a carico dell’Amministrazione Comunale». Non ci sta la Colucci e prova a spiegare come sono andate le cose. «Ho chiesto, come deve fare qualsiasi amministratore, di presentare con solerzia un programma dell’intera iniziativa, che non riguardasse solo il giorno 21, ma che permettesse all’Amministrazione di effettuare e predisporre i necessari provvedimenti».

    «Pretestuosa ogni motivazione – continua l’assessore -, anche eventualmente la mia lamentela rivolta ad Ignazio Abatino, membro dell’Associazione, incontrato ieri per caso nel corridoio del mio assessorato, circa l’uso del logo del Comune di Cerignola senza alcun preventivo formale provvedimento di autorizzazione. Strumentale a non so quale fine questa diaspora inutile, dannosa solo all’associazione. Mi dispiace dirlo ma, o il livore, anche questo verificabile, che alcuni membri di questa associazione continuano a mostrare contro l’Amministrazione è tale da rendere ciechi e autolesionisti oppure il progetto, per la verità fumoso, anche se non espresso, era così ambizioso che occorreva una qualsiasi banale scusa per non lavorare e portarlo a termine. O forse, questa volta, non vi erano concreti guadagni». Accusa dura quest’ultima, che di certo non placherà gli animi.

    Sui social impazza la polemica e ad intervenire sull’argomento sono, oltre a comuni cittadini anche il consigliere Terenzio e l’Assessore Zamparese. «Io sono disgustato. E lo dico con tutta la buonafede di questo mondo. Fuori la politica dall’associazionismo» ammonisce Benedetto Terenzio. «La tua onestà intellettuale e lavorativa cara Giuliana è una certezza per chi ti conosce – scrive Zamparese -. Mi duole non poter dire lo stesso di chi “utilizza” o cerca di “utilizzare” questa amministrazione per meri scopi di opportunità e di lucro celandosi dietro una parvenza associativa».

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