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    Mensa scolastica in alto mare. Possibile “servizio a singhiozzo”

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    La questione mensa scolastica tiene banco a Cerignola e sembra far ripiombare la città nelle stesse condizioni, se non peggiori, degli anni scorsi. Questo perché, sostanzialmente, il problema è di natura economica e la bacchetta magica che in molti mostravano durante la campagna elettorale oggi sembra essere svanita. In piena estate fu proprio il Primo cittadino Franco Metta ad annunciare, fiducioso, la pianificazione, in accordo con l’assessore Colucci, del servizio di mensa scolastica da far partire al massimo entro i primi giorni d’ottobre. Ad oggi il quadro immaginato dal leader cicognino sembra pura fantasia per innumerevoli problematiche ascrivibili sia alla gestione precedente, sia alla pianificazione odierna.

    Nella giornata di ieri, dopo le numerose polemiche e lamentele sui social e negli ambienti scolastici per il mancato avvio del servizio, lo stesso che proprio Metta per cinque anni d’opposizione riteneva essenziale per le scuole, il Sindaco è ritornato sull’argomento con una nota facebook per spiegare la situazione: «Nel bilancio che abbiamo ereditato c’erano soldi per il servizio mensa bastevoli per otto giorni di servizio da oggi fino alle prossime festività natalizie. La dirigente finanziaria Di Tuccio, il capo di Gabinetto Amato, la assessore Colucci, la dirigente Dettori sono strenuamente impegnati ad individuare la soluzione finanziario/contabile. Sono sicuro che domani mi daranno buone notizie ed io fin da ora li indico al collettivo apprezzamento».

    A far crescere la preoccupazione negli addetti ai lavori, però, non è solo la situazione di incertezza del momento, ma anche il quadro futuro del servizio. Da un punto di vista economico, infatti, il capitolo di spesa non pare avere risorse necessarie per garantire la mensa per l’intero anno scolastico; in più, gli adempimenti doverosi, da sbrigare nel periodo estivo così da poter giungere a settembre con un quadro più organico, pare non siano stati considerati e oggi, al problema economico si aggiunge quello organizzativo/burocratico. Ancora, come se non bastasse, diventa molto complicato rimpinguare il capitolo di spesa specifico, poiché il bilancio comunale al momento non lo permette.

    In definitiva, nonostante i buoni propositi in campagna elettorale, e per cinque anni di opposizione, Metta oggi si ritrova un quadro che lo guida, quasi per inerzia, verso una gestione che si potrebbe definire giannatempiana del problema. Infatti, l’unica strada perseguibile ad oggi sarebbe quella di rinnovare, ogni quindici giorni o al massimo ogni mese, l’affidamento del servizio, in base alla capacità di estrapolare risorse economiche dal capitolo corrispondente; inoltre, in una fase di incertezza, il servizio potrebbe essere subappaltato alla Ladisa, quella stessa società oggetto di veementi proteste del Metta consigliere d’opposizione, poiché l’unica in grado di accettare un affidamento a singhiozzo.

    Un epilogo imbarazzante (sulla questione) per l’ex missino, oggi Primo cittadino di Cerignola, che si troverebbe ad applicare una soluzione che rinviene dalla ‘vecchia politica’, quella che tanto ha criticato negli ultimi anni, e che oggi invece sembrerebbe la migliore; il cambiamento di rotta, sbandierato a più riprese, sembra virare verso il passato e, secondo molti, non sarebbe neanche la prima volta per l’amministrazione in carica.

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