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    Metta sfida la città implorandone l’appoggio

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    Un comizio insolito, avviato da due brevi filmati per introdurre il tema centrale di tutta la serata: i rifiuti. L’ars oratoria del Franco locale, e l’accurato cutting del filmato, offrono ai presenti l’immagine di una Cerignola che, se nelle mani del centrosinistra, diventerebbe immondezzaio di Capitanata. Poi va oltre e dipinge un futuro, frutto di supposizioni e allarmismi, teso a mettere in guardia la città dal pericolo Sgarro-Gentile-Grieco. Infatti secondo l’avvocato il progetto di trasporto dei rifiuti su rotaia è uno step di un più grande progetto. Vendola e i suoi hanno “svenduto” il ciclo dei rifiuti pugliese al gruppo Marcegaglia, che avrà tutto l’interesse a rendere attivo il trasporto di rifiuti su rotaia per far arrivare a Cerignola “carburante” per il mostro di Borgo Tressanti (che però è alimentato a Cdr non a rifiuti, ndr). E se la prende con i cittadini di Borgo Tressanti, colpevoli di aver votato a sinistra: lì «c’è un capo bastione – fa sapere Metta – che promette posti e assunzioni». «Sta per scoccare l’ora della decisione storica e irreversibile» continua Metta. «Domenica prossima o si va avanti o si torna indietro. O si va verso il futuro o si torna a un passato tristissimo che voi tutti ricordate. O voi domenica con la vostra matita vi riappropriate della vostra città oppure la cederete definitivamente al duopolio politico e affaristico rappresentato da Elena Gentile e da Michele Greco, nascosti dietro il volto di un giovane candidato che non conta nulla».FullSizeRender

    Il competitor, pare chiaro ai più, non è Tommaso Sgarro ma Elena Gentile. «Non vi fate ingannare dai commenti trionfalistici della dottoressa Elena Gentile. Fischietta nella notte per darsi coraggio ma sa che domenica è arrivata al capolinea. […] non per battere la sinistra di Cerignola. Noi dobbiamo battere Elena Gentile. E se tutti faranno il proprio dovere noi la batteremo e la batteremo in maniera definitiva». Una «politicante onnivora che tutto propone alle sue mille ambizioni». «Così come incombe il pericolo di una cupola affaristica, di un imprenditore altrettanto insaziabile, altrettanto spregiudicato che persegue un suo personale progetto, progetto che non ha mai confessato e che il mio giovane competitore barbuto non ha mai avuto il coraggio di enunciare. Questo progetto consiste nella volontà perversa di stroncare con la propria forza economica a Cerignola ogni concorrenza. Questo progetto consiste nell’allungare le mani sulla città, di mungere questa città a dispetto dei suoi forzieri che come sapete sono già ricolmi. […] Non potete essere indifferenti. […] Domenica non sono ammesse defezioni». Metta ne ha anche per Francesco Grieco, il giovane figlio dell’imprenditore candidato e eletto con 525 preferenze. «In una dichiarazione, mai smentita, ha detto “dietro Tommaso Sgarro ci sta mio padre”, quello non è che lo sa che non lo doveva dire, non l’hanno avvertito» ironizza Metta. «Gli ingenui pensano che vuole costruire al Campo Sportivo, anche, ma non solo. Caro Sgarro tu sei una nocciolina in questo schiaccianoci che impugnano Michele Greco da una parte e Elena Gentile dall’altra. Che vuoi contare figlio mio? Fai la gavetta […] Caro Masino quando è arrivato questo opuscolo, il tuo programma, la fattura chi l’ha pagata?».

    «Caro Ciccio Franco Metta è uno che sei anni fa ha preso un microfono è sceso in mezzo alla strada e si è auto candidato. […] sei anni fa ha preso il 27% dei voti. […] In questi sei anni il mio unico torto è stato oltraggiare un magistrato […] Finiamola anche con la storia che io insulterei le persone: quando io dico “Masino” lo sto sfottendo. In italiano è ironia. Ironia è un capitolo della dialettica e della retorica. […] I manifesti contro di me li hanno fatti loro. […] Posso aver scritto “trota stai tranquillo”, sfottevo a Ciccio. Posso aver scritto che sono perseguitato da una banda di bassotti, mi riferivo ai balzani e a Michele Cirulli che mi perseguitano. Ma non è un insulto, è ironia […] L’insulto è dire che Franco Metta e Felice Di Molfetta fanno le cattive azioni. Questi sono insulti. Vigliacco. Hai preso 100 voti. Tanto vali. 100 voti, vali. E valeva la pena far piangere le mie figlie per 100 voti. Buffone!». «Il popolo di centrodestra non può votare Sgarro. […] Chi non va a votare domenica prossima ha già votato per Sgarro. […] Mi appello al popolo di centrodestra, perché vada a votare e voti per noi. Forse non vi piaccio. […] Votatemi come male minore».

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