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    Tatarella a ExOpera: dalle comunali 2015 ai trasformismi

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    Partecipazione e interesse per la presentazione del libro di Salvatore Tatarella, “Tra Bari e Strasburgo: cinque anni di attività politico parlamentare”, sabato scorso nei locali dell’Ex Opera. Nel suo libro Tatarella ha ricordato cinque anni di impegno politico in Europa e in Italia, per la Puglia e della Provincia di Foggia, senza mai dimenticare la sua Cerignola. L’ex Sindaco di Cerignola ha dialogato con alcuni giornalisti locali, stimolato da domande e curiosità. Ha ribadito che non sarà della partita alle comunali 2015, consigliando a tutti i candidati Sindaci di usare toni moderati in quanto la presenza di tre coalizioni in grado di superare il 20% porterà necessariamente al ballottaggio, momento i cui i due a duello finale dovranno accaparrarsi consensi decisivi. Tatarella ha anche invitato i candidati a parlare di programmi e di cose da fare per la città, evitando polemiche personali al fine di non avvelenare il clima politico.

    Si è mostrato poi deluso dal trasformismo di alcuni politici di oggi – riferendosi a Leo Digioia, ex An, eletto nel Pdl ed oggi assessore al Bilancio della Giunta Vendola e uomo di Emiliano -. E’ deluso da come ciò accada come se fosse una cosa normale, ricordando come in passato si veniva querelati se qualcuno ipotizzava che dei politici passassero dal partito in cui erano stati eletti in altri. Ha ricordato come, nel momento in cui tutti da destra a sinistra corrono ad accreditarsi verso Michele Emiliano, a suo giudizio non un buon amministratore come Sindaco di Bari, ma un grande mattatore e uomo spettacolo – Tatarella fu il solo a dirgli di no quando l’ex Sindaco di Bari gli propose di entrare nella giunta del capoluogo di Regione -. Tatarella che tornerà ad indossare la toga e a fare l’avvocato (come egli stesso dichiara esplicitamente, ndr), oltre a dedicarsi alla Fondazione Giuseppe Tatarella, «luogo franco dove fare cultura e dove tutti quelli che si riconoscono nei valori del centrodestra possono tornare a dialogare anche al fine di porre rimedio alla diaspora della destra», spera nei giovani, sostenendo che toccherà a loro rimboccarsi le maniche per salvare il Paese che vive una grande crisi economia e che, nonostante le promesse del Premier Renzi, non vede ancora gli effetti della ripresa.